Lodi, «Parcheggi e sosta a pagamento mettono in difficoltà mamme e papà»

LA LETTERA

Lettura 1 min.

Gentile signor Sindaco e gentile Assessore alla Viabilità,

vorrei sottoporvi una questione che, oltre a essere piuttosto spiacevole, comincia ad avere qualcosa di surreale. A Lodi trovare parcheggio, soprattutto nelle ore di punta, è spesso un’impresa. La mattina, all’entrata delle scuole, e all’ora di pranzo, all’uscita, la situazione diventa ancora più complicata.

E in mezzo a tutto questo ci sono i genitori.

Genitori che arrivano anche da fuori città, che devono accompagnare bambini e ragazzi che, per età, non possono ancora essere lasciati andare autonomamente a scuola o tornare a casa da soli. Persone che devono semplicemente fermarsi cinque, massimo dieci minuti, il tempo di accompagnare o recuperare il proprio figlio.

E qui arriva la parte più difficile da comprendere.

Non esiste una vera e propria “sosta gentile”: quei pochi minuti di tolleranza che in molte città vengono previsti proprio per gestire situazioni come questa. Al contrario, capita che il genitore, già in ritardo e alle prese con la ricerca disperata di un parcheggio, si ritrovi a dover pagare un’intera ora di sosta per fermarsi pochi minuti.

E se non si riesce a pagare immediatamente tramite app, se non si hanno monete, se il tempo stringe perché il bambino è già fuori dalla scuola, il rischio è persino quello di prendere una multa.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: che senso ha? Stiamo parlando di persone che non stanno occupando un parcheggio per un’ora. Non stanno andando a fare shopping, né lasciando l’auto lì per comodità. Stanno accompagnando o andando a prendere i propri figli. E allora permettetemi una battuta: in certe fasce orarie sembra quasi che gli ausiliari del traffico si trasformino in una sorta di “vampiri del parcheggio”, prontissimi a colpire proprio quando il genitore ha a disposizione cinque minuti contati e nessuna alternativa ragionevole.

Il paradosso è che, in assenza di una soluzione semplice e civile, si rischia persino di arrivare alla situazione assurda in cui conviene correre il rischio di una sosta irregolare dove gli ausiliari non han competenza piuttosto che fermarsi cinque minuti sulle strisce blu.

Non credo che questo sia l’obiettivo di una politica della mobilità. Non credo neppure che sia ciò che una città voglia trasmettere alle famiglie.

Per questo vi chiediamo semplicemente di valutare una soluzione concreta: una breve franchigia gratuita per accompagnare e ritirare i bambini dalle scuole, ad esempio 10 o 15 minuti, oppure specifiche aree di sosta breve nelle vicinanze degli istituti scolastici. Una misura semplice, facilmente comprensibile e soprattutto di buon senso.

Non si tratta di chiedere parcheggi gratuiti per tutti.

Non si tratta di eliminare le regole. Non si tratta di impedire i controlli. Si tratta di riconoscere che cinque minuti per accompagnare un bambino a scuola non sono la stessa cosa di un’ora di parcheggio.

Una città può scegliere di vedere il cittadino come qualcuno da sanzionare appena sbaglia, oppure come qualcuno da aiutare a rispettare le regole mettendolo nelle condizioni di farlo.

Marco Mantovani - Lodi

© RIPRODUZIONE RISERVATA