LODI Codeluppi sulla crisi del Parco Tecnologico: «Avviamo un confronto con la Statale di Milano»

La lettera del presidente dell’associazione di commercianti Asvicom

LODI Codeluppi sulla crisi del Parco Tecnologico: «Avviamo un confronto con la Statale di Milano»
Vittorio Codeluppi di Asvicom

Preso atto che il destino del Parco Tecnologico Padano appare segnato, Asvicom coglie con grande favore lo spunto di riflessione proposto dal direttore de Il Cittadino Lorenzo Rinaldi. La struttura, nominata innumerevoli volte come “fiore all’occhiello del territorio” vede ora prospettarsi davanti a sé la liquidazione, perché “l’eccellenza” deve essere sostenibile, dal punto di vista economico. Per quanto nobile, non può prescindere da termini come “redditività” e “sostenibilità”. Lo scenario è complicato e oscuro e rischia di trasformarsi in una sonora sconfitta per il Lodigiano.

È necessario a questo punto un ripensamento strategico se non vogliamo perdere del tutto una delle più grandi opportunità della nostra città. Benvenga, a nostro avviso, la proposta di Rinaldi di avviare un dialogo con la vicina Facoltà di Veterinaria. Se il direttore definisce la sua idea “provocatoria”, Asvicom rilancia con ancora più forza. Abbiamo a Lodi una struttura incredibile: chiunque abbia la possibilità di visitarla non può che pensare a innovazione, ricerca, studio, giovani e futuro. Tutta la nostra provincia deve diventare un catalizzatore proprio per i giovani e, ancor prima, deve saper attrarre le nuove famiglie, con servizi sempre più potenziati per bambini, adolescenti e universitari, che saranno il motore di una crescita più dinamica, per il territorio, per i negozi, gli artigiani e le nostre aziende.

Proprio alla luce di ciò, il PTP può ancora configurarsi come un’occasione enorme per la città: perché non facciamo un passo oltre? Pensiamo alla Facoltà di Veterinaria, certo, ma perché non proviamo a immaginare un Politecnico? Lodi non ha più una vocazione prettamente agricola: oggi la nostra città è molto di più, abbiamo la farmaceutica, la formazione, la chimica e una potenzialità enorme sull’informatica.

Proviamo ad avviare un dialogo aperto con l’Università Statale di Milano e, forse, potremmo accorgerci che un problema lodigiano può essere la soluzione di uno milanese, con le università meneghine quasi al limite della capacità ricettiva. Immaginiamo il futuro di Lodi in grande, per trasformarla a pieno titolo in una città universitaria, con tutto l’indotto e i benefici che ne sarebbero connessi!

Siamo certi che i grandi players coinvolti, la Fondazione Parco Tecnologico e i soci (Comune e Provincia di Lodi), detentori dei crediti, possano ragionare su questa riflessione e magari trovare un accordo per formulare una proposta per il territorio che sia dettata da una visione innovativa e strategica per il nostro immediato futuro.

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