«In fila, accalcati, per entrare in ospedale:  ma ci ricordiamo cosa abbiamo passato?»

«In fila, accalcati, per entrare in ospedale:

ma ci ricordiamo cosa abbiamo passato?»

La denuncia di un lettore per la situazione all’ingresso dell’ospedale Maggiore

Egregio direttore scrivo a seguito di quanto ho potuto notare lunedì mattina transitando a piedi nella zona dell’ospedale Maggiore di Lodi. Ho visto decine di persone accalcate, in fila, all’ingresso dell’ospedale, proprio dove ci sono le porte scorrevoli. Non sono in grado di dire se fossero lì per fare gli esami del sangue, i test per verificare se avevano gli anticorpi del coronavirus oppure se semplicemente dovevano recarsi a fare delle visite negli ambulatori o a incontrare i parenti ricoverati. Resta il fatto che vedere tutte quelle persone, in fila, all’ingresso dell’ospedale, mi ha fatto pensare e mi ha riportato alla mente quanto ha scritto il Cittadino alcuni giorni fa, quando la gente era costretta ad aspettare fuori dal pronto soccorso, in piedi o seduta in qualche modo, sotto il sole cocente. Ma ci ricordiamo cosa abbiamo vissuto fino a poche settimane fa? Vedere tutta quella gente, in fila, senza distanziamento, mi ha fatto pensare. Ma i vertici dell’ospedale di Lodi sanno che succedono queste cose? E cosa stanno facendo per ovviare?

Lettera firmata

Lodi

Anche noi abbiamo ricevuto segnalazioni dai lettori, lunedì mattina, tanto che il nostro fotografo Paolo Ribolini è subito corso sul posto (la foto che pubblichiamo è stata scattata da lui) e ne abbiamo parlato sul giornale di martedì. Cordialmente.

L.R.


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