«Codogno è il nostro altare alla patria»

«Codogno è il nostro altare alla patria»

LETTERA Elena Gazzola sottolinea il grande significato della visita del presidente Mattarella

Caro direttore, un paio di settimane fa avevo scritto per lamentare la mancata presenza delle Istituzioni nel luogo divenuto, suo malgrado, simbolo di questo ciclone che ci ha investito per primi: la città di Codogno.

Oggi, proprio perché non devono essere solo le “cattive notizie” a farla da padrone, mi sembra giusto sottolineare il grande significato della visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a questa città, proprio alla vigilia della riapertura che ci permetterà di tornare a circolare per il Bel Paese, con precauzione, ma di nuovo liberi.

La comunità che prima di tutti ha sofferto, quella lodigiana, anticipando i tempi del dolore e della lotta per la sopravvivenza, vede arrivare il Presidente della Repubblica che, con la sua sola presenza, ci consola perché ci conferma che un altro Stato c’è, ed è possibile, che il senso delle Istituzioni così fortemente smarrito in tanti e troppi rappresentanti della cosa pubblica, è invece ancora vivo.

Si può essere superpartes pur avendo una storia, una cultura che viene da lontano, diversa dal quel presente politico nato dall’antipolitica, dall’uno vale uno, dalla prassi dell’adempimento che ha sostituito la responsabilità della conoscenza, da un gergo che non rappresenta la Politica (quella con la P maiuscola) e men che mai dovrebbe rappresentare le Istituzioni.

Alle cariche istituzionali dello Stato, il cittadino chiede proprio questo: lasciare le etichette e onorare - in un tempo in cui parlare di onore sembra antico e fuorviante - le Istituzioni. È una missione laica e che nel contempo riconosce la sacralità delle Istituzioni, perché rappresentate da chi ne è degno.

Il viaggio del presidente Mattarella consacra la Politica vera, estranea alla rissosità e alla partigianeria, quella che in silenzio, con spirito di servizio, per il bene comune, per fortuna ancora ci fa da scudo, e ci tutela dalle derive dell’improvvisazione.

In questo 2 giugno, Codogno è il nostro altare della Patria e i nostri medici, il personale sanitario, i cittadini senza volto, falciati dal virus, in prima linea o anonimamente chiusi in casa o in una corsia d’ospedale, sono il nostro Milite Ignoto.

Il Presidente Mattarella viene a ricordarci che e non sono solo le parate a fare una Repubblica e che il linguaggio alto delle Istituzioni può essere fermo, anche se composto e non urlato.

Elena Gazzola

Codogno


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