«I vertici nazionali e locali del Pd avulsi dalla realtà»

Da Lodi una riflessione sul “caso Moratti”

«I vertici nazionali e locali del Pd avulsi dalla realtà»
Letizia Moratti in una recente visita a Lodi

“Pütost che gnent, l’è mei pütost.” Quante volte da ragazzo ho sentito dire da mia madre questa frase! Era la filosofia spicciola di chi, dovendo convivere con ristrettezze economiche e rinunce, sapeva accontentarsi e valorizzare quello che si riusciva a ottenere. A mio modo di vedere, i vertici del PD, nazionali e regionali, questa filosofia dovrebbero farla propria per porre fine alla continua perdita di consensi degli ultimi anni.

A fronte di scelte che sono state fatte e di quelle che si stanno delineando, ho invece l’impressione che tali vertici vivano in un mondo a sè stante, avulso dalla realtà. L’ultimo esempio è rappresentato dalla reazione alla candidatura di Letizia Moratti alla guida della Regione Lombardia. Che senso ha mostrare la puzza sotto il naso perché lei è stata esponente della destra? Quando si è data vita al governo giallorosso, era forse di sinistra Conte che aveva firmato i decreti sicurezza di Salvini? Possono veramente dirsi di sinistra alcuni gruppi con cui il PD si è alleato alle ultime politiche e che avevano sempre votato contro il governo Draghi contribuendo così a consegnare il paese alla destra? E, i non più giovani certamente lo ricordano bene, era forse di sinistra Bertinotti che ha fatto cadere il governo Prodi spianando la strada a Berlusconi?

Lo sanno i vertici del PD che la sinistra non ha mai conquistato la Lombardia? Pensano davvero di avere chances di vittoria con i nomi che sono stati fatti circolare?

Analizzando i dati storici delle amministrative, appare evidente che l’elettorato lombardo nel suo insieme è orientato verso il centrodestra. Il fatto che Moratti abbia abbandonato la destra avvicinandosi al centro dovrebbe essere considerata un’opportunità per definire con lei un programma inserendo punti qualificanti di sinistra soprattutto per le tematiche socio-ambientali. Mi sembra ridicolo fermarsi alle etichette pre-confezionate. Nel Vangelo Gesù va a casa di Zaccheo, pur sapendolo pubblicano.... ma Gesù non era un dirigente PD: Ho sempre votato PD (e prima ancora il Partito Popolare con l’Ulivo) e non ho particolari simpatie per Letizia Moratti, ma se la posizione del PD resta quella sin qui espressa, alle prossime regionali voterò per il terzo polo, sperando così di strappare la regione Lombardia all’egemonia della Lega che tanti danni ha prodotto (basta vedere come sono conciati i servizi sociali, la sanità pubblica e i trasporti).

Come diceva mia mamma, pütost che gnent, l’è mei pütost! La strategia dei vertici del PD punta a trovare un personaggio vincente (che non c’è) alla guida di un campo largo (dove ci si perde). Il risultato sarà la costituzione di un gran carrozzone che non porterà da nessuna parte. Allo scoccare della mezzanotte (il giorno delle votazioni), il carrozzone tornerà ad essere una zucca vuota, ma, a differenza di quanto avviene nella favola di Cenerentola, non ci sarà alcun principe che verrà a cercare il PD. Il finale della favola per i vertici del PD sarà allora: e vissero tutti felici e perdenti.

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