«I capannoni non possono diventare il simbolo della bellezza del Lodigiano»

La lettera di Ivano Ferrari di Somaglia sull’avanzata della logistica

Chiarisco subito: non il muro di Berlino, quello è storia, ma il muro in versione cronaca, un muro di omertà o, se vogliamo, un muro di un capannone. È un modo di dire che quando qualcuno non vuole rispondere: “È come parlare al muro!”.

Questo perché dopo tutti gli articoli pubblicati da “Il Cittadino” e altri giornali dove i lodigiani della Bassa si lamentano: per i capannoni, per le puzze, per il traffico dei tir e dei trattori, per i fanghi, per il biogas, per il bio metano ecc… non viene mai data una risposta chiara ai cittadini.

Però il nervosismo è ai limiti e qualche divieto di transito è iniziato. La causa sono tutti i capannoni che hanno costruito non in modo programmato e su strade troppo strette, strade del secolo scorso.

Qualche sindaco ha iniziato a imporre dei divieti. La storia si ripete. Decenni fa quando qualche Comune doveva permettere la costruzione di stabilimenti e ditte “scomode” per inquinamento, per le puzze ecc…, facevano così: costruivano sul confine del nostro territorio, ad esempio una conceria vicino a Guardamiglio. E non a caso a Guardamiglio è nato uno dei primi comitati per difendersi dalle puzze.

Una discarica ? Vicino a San Martino Pizzolano. Una ditta di vernici ? Al confine di Fombio. Un bravo segretario comunale della zona diceva che tutto era dettato dall’alto.

Una volta c’era il campanilismo fra Comuni e persino fra paesi dello stesso Comune, come Somaglia con San Martino Pizzolano, che alla bella idea di unirsi hanno piazzato stabilimenti e una bella lottizzazione con una montagnetta di ghiaia per rimanere divisi.

Il pericolo della distruzione del suolo continua. Anni fa un politico somagliese propagandava che la più bella logistica della zona era a Somaglia. Purtroppo da allora la nostra zona si sta intasando di capannoni, ma i capannoni non possono essere sinonimo di bellezza. Le uniche cose belle del Lodigiano sono le chiese e le ville dei secoli passati!

La nostra zona è diventata invivibile sotto tutti gli aspetti. Parliamo delle strade. La tangenziale di Casale dopo 50 anni è in costruzione. Ma doveva essere costruita al di là della ferrovia, dalla parte opposta!

Tir e trattori sono ormai i padroni delle strade però qualche chiarimento sui trattori andrebbe fatto. Questi giganti che a carico pieno possono raggiungere i 400 q.li fanno transiti lunghissimi, dalla Bassa di Mirabello passano su ponti costruiti al tempo di Carlo Cudega, quando i carri di allora portavano 40 q.li ed erano trainati da buoi e cavalli. E un trattore oggi può rimanere sulle strade ore e ore carico di trinciato di granoturco, con tragitti molto lunghi: da Mirabello a Castel San Giovanni, da Corte S. Andrea a Somaglia, da Somaglia a San Rocco al Porto.

Una volta le cascine erano autosufficienti e nessun mezzo circolava nei paesi. Certo, il mondo va avanti, oggi è tutto “bio”! Ma lo scarico di tir e trattori è bio? Su “Il Cittadino” di mercoledì 30 agosto Confagricoltura chiedeva pazienza per i trattori che attraversano i paesi. Invece noi cittadini chiediamo la soluzione ai vari problemi!

Oggi l’agricoltura non è più agricoltura, è biogas, bio metano, biomasse, insomma... tutto “bio” e nei nostri prati non c’è più segno di vita animale, gli unici animali rimasti sono nutrie, caprioli, lupi e cinghiali, che per qualcuno andrebbero sterminati, sono pericolosi e fanno danni perché portano la peste suina. E qui qualcuno mi dice che ormai noi non abitiamo più in “zona castello” o in “zona chiesa”, ma in “ zona puzza di letame” o in “zona puzza dei fanghi”, in “zona puzza di biogas” e in “zona puzza di bio metano.

Insomma, viviamo in una puzza da morire!

Ivano Ferrari

Somaglia

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