È un errore aver aderito all’ATS della città metropolitana

È un errore aver aderito all’ATS della città metropolitana

Assistenza domiciliare integrata, il Lodigiano è il fanalino di coda

Gentilissimo Direttore,

grazie se ancora una volta vorrà ospitami su “Il Cittadino”. In un mondo di persone che si lamentano mi appresto a fare lo stesso... Scontato...! Lo faccio esponendomi in prima persona . Lo faccio perché credo sia profondamente giusto alzare la voce in un mondo di voci assenti o talune presenti solo in campagna elettorale.

Arrivando però al dunque mi trovo a fine 2017 a fare i conti con l’attività d’ assistenza domiciliare integrata (Adi) le cui risorse assegnateci ad inizio anno risultano insufficienti a coprire i bisogni pervenuteci dal territorio. Questo significa dover far fronte ad un perdita economica senza essere stati noi a causarla. Tale situazione non escludo accomuni molti altri protagonisti di questa preziosa attività territoriale.

Pur essendo stati ingiustamente penalizzati non abbiamo mai fatto mancare l’assistenza all’utenza, anziani o persone fragili. Inaccettabili risultano inoltre frasi del tipo: “non ci sono i soldi”, “è colpa della Regione”, “è rischio d impresa.”

Allora mi domando: questo è lo scotto da pagare per aver aderito all’ATS Milano città metropolitana? Alla perdita economica inopportuna va poi ad aggiungersi la complessità degli adempimenti normativi e degli applicativi informatici messi a disposizione. Io non ho mai nascosto a suo tempo le mie simpatie per un sodalizio con il territorio Pavese ma forse oggi credo di non essere più l’unico a pensarlo.

Vedo un territorio lodigiano poco rappresentato nonché abbandonato sotto il profilo di figure rilevanti dedite all’ascolto ed al coinvolgimento.

Può fare qualcosa la nostra politica? Può farlo in maniera trasversale?

Può ATS Milano Città metropolitana ascoltare, attraverso la collaborazione dell’Asst locale, noi interlocutori del territorio una volta interpellati con tanto di tavoli tecnici dalla ex ASL?

Può l’utenza scegliere l’ente a lei più congeniale senza che lo stesso dica no per mancanza di risorse certamente mal calcolate?

Caro Direttore, quando dico mal calcolate intendo solo che ogni ente che svolge assistenza domiciliare integrata nel Lodigiano possiede una lunga storia e questa storia è fatta anche di numeri ed i numeri vanni letti e valutati perlomeno legandoli ad un triennio di lavoro (trend). In merito al budget complessivo destinato al nostro territorio non posso pensare che Regione Lombardia non abbia soldi per l’Adi quando gli stessi sono stati trovati per “l’importante” recente referendum.

La sensazione è d‘una Milano che rischia di fagocitare questo piccolo territorio senza conferirgli il giusto riconoscimento.

Il Lodigiano, pur di contenute dimensioni, a mio avviso possiede storia, competenze ed iniziative lodevoli guardi solo noi nel nostro piccolo con la realizzazione di Villa Martina in Marudo nel 2012.

Concludo auspicando che chi di dovere s’impegni per risolvere celermente questa insopportabile situazione che vede coloro che lavorano per il bene comune (noi Adi dal 2006) messi in seria difficoltà esponendoli a rischi economico finanziari inopportuni ed inappropriati limitando ogni forma d investimenti futuri.

Auguriamoci un 2018 con meno parole e più fatti ritornando inoltre ad essere ascoltati e coinvolti.

Gianluca Pizzoccheri, imprenditore sociale dal 1998

Caro Pizzocheri, aver inglobato il Lodigiano nell’ATS della Città Metropolitana è stata un’idiozia: lei è uno dei tanti che la sta pagando sulla pelle. E di questo, uno dei protagonisti di tale decisione - il consigliere regionale Pietro Foroni - intelligentemente e pubblicamente ha riconosciuto, viste le conseguenze, l’errore compiuto. Gli riconosciamo l’onore delle armi. Ma che dire di tutti coloro che ancora oggi continuano ad auspicare un Lodigiano tutto infilato nella Città Metropolitana, dove conteremmo meno di un quartiere periferico della grande città?

Ferruccio Pallavera


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