È stato per cinque anni il nostro prof di religione all’Itis

È stato per cinque anni il nostro prof

di religione all’Itis

Il ricordo di “don Nino” Staffieri

Eravamo nel pieno della preparazione dei festeggiamenti per i cinquant’anni dalla maturità quando ci arrivò da Marco, “responsabile organizzativo”, una mail: “Mons. Staffieri - vescovo emerito di La Spezia - celebra il sessantesimo di sacerdozio”. Alcuni di noi, che avevano lasciato Lodi dopo il diploma e quindi perso i contatti con la città, sulle prime rimasero perplessi, ma il testo del messaggio scioglieva ogni dubbio: “Sì, il nostro don Nino, il prof di religione…”. Un prete che tutti ricordavamo con stima, riconoscenza e affetto.

Un’occasione da non perdere! Già il rimettere insieme l’intera classe dopo mezzo secolo dal diploma ci era parsa un’impresa disperata, aggiungerci anche un insegnante, e quell’insegnante, sfiorava il miracolo.

Don Nino era stato con noi dalla prima alla quinta, all’ITIS Volta, l’istituto nato nella nostra città da una costola della Feltrinelli di Milano nel 1960. E noi, i primi “periti elettrotecnici” diplomati a Lodi, non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione.

Una nostra avanguardia lo intercettò durante un suo fugace “ritorno a casa”, e da lì riprese il dialogo a distanza (tra “amici”, come ci chiamava lui da sempre) fatto di telefonate e lettere: primo obiettivo, un incontro a La Spezia con la classe al completo, magari con una messa celebrata tutta per noi.

Alcuni problemi di salute ci costrinsero a rimandare il primo appuntamento al settembre del 2016, con un gruppo ristretto, perché don Nino, pur ripresosi, era ancora ricoverato in una Casa di cura.

Di quell’incontro è testimonianza una lettera che don Nino ci inviò il giorno successivo, rallegrandosi per la nostra “rimpatriata”, ringraziandoci per non averlo dimenticato dopo tanti anni, e impartendoci la sua benedizione.

Migliorate le sue condizioni, un anno dopo riuscimmo a raccogliere la “Quinta B” quasi al completo, e a festeggiarlo, finalmente a casa sua, con un abbraccio festoso, ricordando insieme vicende e protagonisti di quei lontani anni, e discutendo (come facevamo con lui a scuola!) dei problemi dell’oggi.

Di nuovo quest’anno aveva manifestato il suo desiderio di poterci rivedere a inizio estate, ma purtroppo la malattia aveva ripreso la sua corsa inarrestabile lasciandoci poche speranze di poter onorare l’invito.

A dargli l’ultimo saluto nella cattedrale di La Spezia, venerdì scorso, c’era anche una rappresentanza di quei suoi “ragazzi” che l’avevano salutato dopo la scuola partendo per le vie del mondo, ricchi del suo insegnamento fatto di parole, di gesti, di sorrisi, di esempi da imitare.

Alle tante testimonianze di apprezzamento e riconoscenza ospitate da questo giornale nei giorni scorsi vogliamo associarci anche noi, aggiungendo il nostro grazie a don Nino per esserci stato impareggiabile maestro di fede e di vita.

La Quinta B dell’Itis Volta di Lodi 1964/65


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