«Chi contesta il piano dell’ex Consorzio  è fortunatamente una minoranza»

«Chi contesta il piano dell’ex Consorzio

è fortunatamente una minoranza»

Esselunga a Lodi, interviene l’assessore all’urbanistica Ettore Fanfani

Tranquillizzo il Consigliere Piacentini! L’Amministrazione è attenta ai contenuti, alle modalità attuative, nonché alle finalità della Legge regionale 18/2019 che, come noto, riguarda la cosiddetta “rigenerazione urbana” di quegli ambiti che per tanti motivi (crisi economica generale, crisi propria, posizione, etc.) non risultano da tempo sufficientemente attrattivi e, di conseguenza, sconvenienti ed estranei agli investimenti. Il principio della Legge, correttamente, si rivolge alle aree sfavorite, quelle che, come si suol dire, “non vanno con le proprie gambe”, e definisce per le stesse incentivazioni sugli oneri urbanistici al fine di incoraggiarne, appunto, la rigenerazione, cioè la riqualificazione nel contesto urbano in cui trovano collocazione.

Alla procedura, definita nella sua complessa totalità solo da poco (spesso ci si dimentica cosa è avvenuto nei mesi scorsi…), si dà corso innanzitutto con l’individuazione delle aree e, allo scopo, la pubblicazione della cosiddetta manifestazione di interesse è il primo indispensabile passo. In termini semplici, si tratta di una consultazione preventiva rivolta agli operatori e/o proprietari che potrebbero avere interesse ad investire in ambiti di rigenerazione urbana.

Un volta composto un quadro generale delle eventuali intenzioni, si procederà alle successive valutazioni che richiederanno particolari professionalità sia quanto a conoscenza della disciplina dello strumento di pianificazione vigente sia quanto ad applicazione dei criteri regionali. Questo incarico, peraltro parziale, è stato affidato ad una degnissima figura tecnica che non dovrebbe destare “curiosità”.

Saranno infine il Sindaco e la Giunta, dopo il preliminare passaggio in Commissione, che prospetteranno al Consiglio l’approvazione del progetto urbanistico; in esso saranno individuati gli ambiti destinabili alla rigenerazione urbana, tracciando le azioni volte alla semplificazione dei procedimenti, all’eventuale riduzione dei costi, nonché alla valorizzazione dello sviluppo tramite investimenti pubblici. In quella sede si deciderà, ora tuttavia siamo solo all’inizio.

L’area ex Consorzio Agrario è stata impropriamente (volontariamente) ricondotta al concetto di rigenerazione urbana, ma non rientra nell’ambito della stessa, per una ragione semplicissima: il Masterplan ed il Piano integrato di intervento sono di qualche mese precedenti alla Legge 18/2019 quindi, non essendo quest’ultima retroattiva, risulta nella fattispecie esclusa, contrariamente a quanto afferma il Consigliere Piacentini.

La strada aperta per quest’area è altra e per di più di grande vantaggio per la città. Mi sorprende quindi l’ostinazione di alcuni nel non voler riconoscere i benefici del piano di trasformazione.

Sono una minoranza fortunatamente. Forse qualcuno sa bene e non gradisce l’occasione capitata a questa Amministrazione e evita di citare i vantaggi per la città che il Sindaco e la Giunta hanno con capacità saputo trarre dalla circostanza. Altri invece dicono “no” a prescindere, o per partito preso, o perché in Italia alcuni hanno fatto del “no” una professione che, come strategia, inculca dubbi e paure.

Mi lascia perplesso che le argomentazioni portate siano marginali, di dettaglio e a volte fuorvianti o addirittura non vere come l’indimostrato ed indimostrabile aumento di traffico, di rumore e di inquinamento. È proprio l’opposto! Ricordate gli argini dell’Adda? Anche allora c’erano contrarietà, con le solite posizioni, che definisco di stile “Kafkiano”. Chiedete cosa ne pensa oggi chi allora si opponeva. È rimasto forse ancora qualcuno che vorrebbe disfarsi degli argini e delle chiaviche motorizzate!?

Vorrei solo ricordare che, metaforicamente, la trasformazione proposta dalla Giunta Casanova riguarda il passaggio da un accampamento ad un attico di classe “A”: in quest’ultimo potremo sempre trovare difetti e possibilità di miglioramento, tuttavia lo sguardo deve essere rivolto allo stato attuale, e quello dell’ex Consorzio è - detto benevolmente - pessimo!

Quando si grida allo scandalo per la rimozione di piante (quali? Quante? Dove?) e al generico impoverimento ambientale, si dimentica (volutamente) che oggi l’area oggetto di trasformazione non ha verde ed è in una condizione di degrado, mentre grazie a questo intervento confidiamo di attrezzarla con tanta vegetazione localizzata e diffusa lungo la viabilità. Inoltre, restando al verde, al traffico e al rumore, ci si dimentica che l’operazione è finalizzata a deviare il transito dei mezzi pesanti (bus) e a rendere più fluida la circolazione, evitando le lunghe code di auto che da anni rendono invivibili viale Dante, i Giardini Barbarossa e piazzale Medaglie d’Oro.

Pedoni e ciclisti, a causa di una passata decisione viabilistica che ha penalizzato il traffico leggero, sono costretti a respirare gli scarichi degli automezzi inutilmente tenuti fermi per minuti. Liberando dal traffico questi luoghi si restituisce inoltre significato anche all’apprezzabile area a verde presente nella zona. Un altro valore aggiunto per la città che ovviamente viene taciuto.

In ogni caso, per concludere l’argomento della rigenerazione, come già detto sopra, starà all’Amministrazione, con i necessari passaggi istituzionali, stabilire, secondo le indicazioni dell’innovativa disciplina, l’attuazione dei processi, preoccupandosi di ponderare con attenzione le ricadute sulla città.

Ettore Fanfani

assessore Urbanistica

Lodi

(Nella foto il banchetto di Legambiente contro il progetto)


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