Boom della logistica e decisioni dei Comuni:
«No all’ambientalismo a ogni piè sospinto»

La lettera di Giovanni Rossi

Boom della logistica e decisioni dei Comuni: «No all’ambientalismo a ogni piè sospinto»

Egregio Direttore

Colgo lo spunto da Lei introdotto sul tema logistica e mi ricollego anche al recente intervento del sig. Bignamini, proprio sull’ipotesi di insediamento che interessa la mia città (Codogno).

Credo che la problematica sia di grande attualità e debba essere affrontata non tanto o non soltanto con la logica del profitto immediato, che può derivare per le entrate dell’ente locale ma in un più ampio disegno di pianificazione territoriale.

È infatti di questi giorni la notizia del primo passo importante della nuova pianificazione provinciale con l’imminente presentazione delle nuove linee di indirizzo del PTCP.

Anche il Comune di Codogno ha avviato il percorso di revisione del PGT ed in tal senso pare logico inquadrare i progetti di impatto significativo in una cornice più ampia che possa valutarne la sostenibilità ambientale, i costi ed i benefici per il territorio ed il suo comprensorio.

Mi è parso quindi opportuno l’atteggiamento prudenziale dell’amministrazione su un progetto che, per altro, pur interessando aree già vocate alla trasformazione produttiva/commerciale, si pone in variante alla vigente pianificazione.

D’altro canto a livello più generale occorre (a mio avviso) liberarsi dai pregiudizi che spesso accompagnano progetti di questo tipo, come altre infrastrutture ritenute “impattanti”.

L’ambientalismo a ogni piè sospinto e il rifiuto a priori non consente di valutare con la dovuta terzietà i pregi ed i difetti di una fattispecie che, piaccia o meno, sta avendo una considerevole espansione.

Espansione non casuale ma frutto della mutata tipologia di consumi (anche del comune cittadino) e di gestione del sistema produttivo (catena degli approvvigionamenti).

Tornando al caso locale sono convinto che sia opportuno che un approccio complessivo che metta in relazione tutte le componenti della trasformazione territoriale e che quindi possa consentire una più corretta valutazione sulla sostenibilità (anche in forma ridotta) di questi insediamenti in un’ottica non soltanto meramente economica ma di riqualificazione del territorio.

Ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.

Giovanni Rossi

Codogno

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