Tina a 98 anni legge Il Cittadino ogni giorno: «Ci racconta tutte le notizie... e guai se non c’è»

BORGHETTO L’ospite della casa di riposo Zoncada, cresciuta a Domodossola di S.Angelo, è anche appassionata del Grande Fratello in Tv. «E con gli altri anziani è rifiorita»

«Lo aspetta ogni mattina, perché deve leggerlo tutto, dalla prima all’ultima pagina. Se arriva dopo mezzogiorno, diventa matta. Ovviamente poi, quando vado a trovarla, mi racconta tutto quello che è successo». La signora Tina Meazza, 98 anni compiuti lo scorso 10 febbraio, classe 1928, sa davvero tutto di quel che succede. A Lodi, nel Centro Lodigiano, nella Bassa, ovunque. Da oltre 40 anni, da quando è rimasta vedova del suo Ambrogio (Barbieri, che aveva macelleria e salumeria a Domodossola, frazione di Sant’Angelo), ha ereditato l’abbonamento e una passione extralarge per il quotidiano Il Cittadino.

Ed è proprio la carta de Il Cittadino quella che aspetta ogni mattina, da inossidabile lettrice, alla casa di riposo della Fondazione Zoncada di Borghetto Lodigiano. «Ogni giovedì devo portarle anche quattro settimanali, che aspetta e letteralmente divora, perché deve essere anche informata sul gossip. Era anche appassionata del Grande Fratello, non sempre riesce a guardarlo in struttura, a meno che non riesca ad appropriarsi del telecomando..». A raccontarci la sua storia è la figlia Nicoletta Barbieri, da Domodossola, unica figlia femmina di Tina, che ha avuto anche Valerio, che invece vive alla Muzza di Cornegliano. La sua vita è legata a doppio filo proprio a Domodossola, dove negli anni Trenta la sua famiglia aveva un’osteria - l’osteria Meazza appunto - dove erano impegnate le donne, mentre gli uomini erano nella falegnameria-segheria. Un crocevia di volti, storie, racconti che hanno, in qualche modo, forgiato la curiosità di Tina che ha frequentato le scuole fino all’avviamento commerciale. «È andata in collegio dalle suore Canossiane e ha frequentato anche l’avviamento commerciale, ma poi è arrivata la guerra e non le hanno dato il diploma di fatto, ma è stata solo promossa con gli scrutini dell’anno - racconta la figlia - : è andata però anche a lavorare a Milano, impiegata in una ditta farmaceutica, ma poi il padre le diceva “abbiamo qui gli sfollati da Milano per la guerra e tu vai a Milano a lavorare?”. Insomma, un rischio». Che ha fermato quell’esperienza. L’incontro con Ambrogio, sempre a Domodossola, le nozze e i figli, l’impegno nella cura e nella gestione della famiglia, ma quella curiosità non si è mai sopita. «Non ha mai fatto la patente, altrimenti credo che non sarebbe mai stata a casa - racconta la figlia - : due anni fa ha avuto qualche problema di salute e ci hanno consigliato la struttura. Ero preoccupata, ma la socialità l’ha fatta rifiorire. Al di là delle cure e delle attenzioni del personale, che sono fantastiche, stare a contatto con tante altre persone è un toccasana». E nella sua quotidianità non può mancare Il Cittadino. «Per lei è essenziale averlo ogni mattina e dato che con il recapito via posta a volte arrivava tardi, abbiamo risolto con la consegna in struttura di chi lo vende in paese - spiega - : guai se arriva dopo mezzogiorno ». E chissà che reazione avrà avuto, quando, questa mattina, si sarà scoperta protagonista di una bella storia di passione per l’informazione e affetto per il nostro quotidiano.

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