LODI Da 30 anni una missione: “pigottare dell’Unicef”

Nonne (e non solo) con la passione del taglio e del cucito: ecco come sono nate le bambole che regalano speranza

LODI Da 30 anni una missione: “pigottare dell’Unicef”
L’incontro tra le “pigottare” dell’Unicef (Macchioni)

Una missione che prosegue da quasi trent’anni: l’impegno delle “Pigottare” dell’Unicef a Lodi continua dal 1993 quando le scuole del Terzo circolo, allora sotto la guida del direttore scolastico Stefano Taravella, avevano dato il via a un’iniziativa a favore dei diritti dei bambini. Proprio a Lodi, infatti, vennero alla luce le prime bambole di pezza firmate Unicef grazie al lavoro a mano di tante volontarie appassionate di taglio e cucito. E, anche se il tempo è passato, e nel frattempo le “Pigottare” sono diventate nonne, qualcuna anche bis, la loro energia non è venuta meno. Si sono incontrate al bar, martedì mattina, per tornare a vivere un momento di incontro che ha emozionato tutte quante. Dai 73 ai 91 anni, le veterane non hanno mancato un appuntamento con il passato, che ha intrecciato i ricordi di ciascuna, tanti sorrisi e anche qualche lacrimuccia di nostalgia per un tempo lontano.

Sotto la guida della referente in carica Rosanna Balconi, le “Pigottare” Magda Stella, Rosa Zanca, Franca Maccagnola, Adelina Donati, Tina Massassa, Leonella Galli, Linda Cucchi e Anna Verdelli hanno rispolverato vecchi ricordi, con le fotografie che hanno fatto il giro della tavolata, di mano in mano tra le volontarie Unicef. Tra le più “anziane in servizio”, Franca e Adele hanno già compiuto 91 anni ciascuna: «Durante quest’anno ho confezionato già cinquanta pigotte» dice Franca che ha speso la sua vita a favore dei bambini di Lodi, con trentacinque anni di lavoro nelle scuole materne e tanti altri ancora a fianco dell’Associazione bambini in ospedale. E poi c’è Linda, che all’epoca era la referente del gruppo, e che ricorda il primo laboratorio in via Vistarini, fino agli incontri tra le mura della scuola Archinti con lunghe tavolate allestite in occasione del Natale che animavano le feste. Medici, infermieri e angioletti ma anche accademici e calciatori della nazionale di calcio: sono a migliaia le bambole che le mani d’oro di tante lodigiane dal cuore grande hanno confezionato in trent’anni. E ora che sta per arrivare il Natale si avvicina il tempo di allestire il negozio in corso Roma dove, per tutto il periodo di festa, le pigotte saranno in vendita a favore delle missione Unicef nel mondo.

«Ho smesso per motivi di salute - conclude Magda che ricorda quanto in passato, con grandi numeri da realizzare, aveva tradotto a “livello industriale” il lavoro delle “colleghe”-: con centinaia di bambole da confezionare, producevamo le pigotte in serie, come una catena di montaggio: berretti, scarpine e tutto l’occorrente per ultimare le bambole in tempi da record», sorride.

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