Lorenzo Minoia, il biologo per passione che sussurra ai delfini

Il 25enne di Casalpusterlengo lavora a un progetto sui tursiopi

Lorenzo Minoia, il biologo per passione che sussurra ai delfini
Lorenzo Minoia in Sud Africa nella spiaggia di Boulders Beach a Simon’s Town

Da Casalpusterlengo a Imperia, passando da Genova, la Galizia e il Sudafrica, per trasformare la passione per il mare nel suo lavoro. Lorenzo Minoia, 25enne casalino, è un biologo marino e ha fondato un’associazione di promozione sociale, che mira a monitorare la presenza dei delfini tursiopi e di altra fauna marina nelle acque tra Capo Noli e Ventimiglia. «Dopo le superiori al Cesaris, ho fatto la triennale in Scienze Naturali a Pavia, poi mi sono trasferito a Genova per la magistrale in Biologia Marina - spiega Lorenzo -. Mi sono poi laureato con una tesi su uno squalo di profondità, il Somniosus rostratus, identificato nel 2010 e ancora poco conosciuto. In particolare, ne ho studiato lo sviluppo embrionale, arrivando a conclusioni che spero di poter approfondire con ulteriori studi», racconta.

Attualmente Lorenzo si trova all’Isola d’Elba, dove lavora come guida subacquea per il Diving Pomonte & Outdoor, ma la sua attività principale, appunto, si identifica con quella dell’APS “Delfini del Ponente”, realtà di cui è socio fondatore insieme ad altri sei giovani, con provenienze e formazioni differenti, ma uniti dall’obiettivo di «approfondire la conoscenza dell’ambiente marino, al fine di tutelare la biodiversità e favorire una migliore coesistenza tra attività umane e salvaguardia del patrimonio naturale», come di legge nel loro statuto. «Esistiamo ufficialmente da quest’anno, ma il progetto è attivo dal 2018 - spiega il giovane -. Realizziamo circa dieci uscite di ricerca al mese, in tutte le stagioni, per avere un quadro chiaro e dettagliato sulla presenza dei tursiopi, sulle interazioni tra questi animali e le attività umane e sulle dinamiche di interazione fra i diversi individui. La principale tecnica utilizzata, la foto-identificazione, permette in modo poco invasivo di identificare i singoli animali incontrati grazie alle fotografie della pinna dorsale e alla creazione di un catalogo in cui inserire e successivamente riconoscere i tursiopi avvistati». Ma le attività non si limitano alla ricerca; infatti, racconta Lorenzo: «Abbiamo organizzato diversi eventi legati al progetto di ricerca e alla condivisione delle interessanti scoperte, in linea con la mission di sensibilizzazione e di educazione ambientale dell’associazione: gli “Aperi-dolphin”, serate conviviali in cui sono stati presentati i risultati di ogni anno di ricerca, le mostre fotografiche, i seminari, le veleggiate “Sulla Rotta dei Delfini” e le sessioni di yoga pro-progetto».

Fiore all’occhiello dell’associazione, poi, è la presenza di stagisti, anche internazionali, che «trascorrono un periodo di almeno 30 giorni ad Imperia partecipando ad ogni fase della ricerca. Più di 25 ragazzi italiani, europei ma anche americani ed asiatici sono stati coinvolti in queste attività nel corso dei primi due anni del progetto», spiega il giovane, il cui prossimo obiettivo è quello di portare un po’ di mare anche nella sua città natale. «Mi piacerebbe soprattutto poter realizzare dei progetti nelle scuole, per avvicinare i bambini alla conservazione e tutela ambientale, una tematica sempre più sensibile che credo dovrebbe risultare prioritaria per tutti, a partire dai più piccoli».

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