LODI Sentiero delle lucciole, così tutti i giorni i bimbi dai 3 ai 6 anni “crescono” nei boschi

Il progetto educativo rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni si svolge a cascina Fanzago

LODI Sentiero delle lucciole, così tutti i giorni i bimbi dai 3 ai 6 anni “crescono” nei boschi
Il sentiero delle lucciole

Il sentiero delle lucciole. Si chiama così il progetto educativo rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni, che si svolge a cascina Fanzago, a Lodi (dietro il cimitero Maggiore). È una possibilità per i bambini di crescere in mezzo alla natura e imparare attraverso l’esperienza. Il percorso si sviluppa da settembre, fino alla fine di giugno, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16, presso il campo base di cascina Fanzago. A parlarci di questa esperienza sono le tre educatrici, anima del progetto, Alice Serviati, Claudia Vidali e Carlotta Emmanuele.

Qual è il progetto educativo alla base?

«Il sentiero delle lucciole è un progetto pedagogico rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni che si propone di rispondere ai loro bisogni, attraverso una quotidianità che si svolge principalmente all’aria aperta a contatto con la natura. I bambini “imparano facendo” attraverso diverse esperienze che stimolano la curiosità, l’immaginazione, l’autonomia e la creatività. Le educatrici accolgono e valorizzano le esplorazioni, gli esperimenti, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che vanno scoprendo».

Dove avvengono le attività?

«L’ambiente in cui i bambini trascorrono la quotidianità non è sempre lo stesso: sono previste escursioni nel territorio così da accrescere la curiosità, il desiderio di esplorazione e fornire maggiori stimoli possibili; vivendo all’aria aperta e a stretto contatto con gli animali ed il mondo vegetale, i piccoli possono instaurare un rapporto rispettoso della natura. Il contatto quotidiano e diretto con la natura, inoltre, presuppone la libertà e il diritto a sporcarsi: in qualunque stagione e con qualsiasi tempo atmosferico sono liberi di correre, rotolare, arrampicarsi, saltare, in quanto “non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento” come diceva Baden Powell».

Qual è la vostra giornata tipo?

«Non abbiamo una giornata tipo: ci sono solo alcuni m omenti che scandiscono la nostra giornata come la merenda della mattina, il pranzo, il relax e la merenda del pomeriggio. Ogni mattina, quando i bimbi arrivano al campo base, decidono ciò che vorrebbero fare durante la giornata e “dà lì si parte”. Durante la giornata, i bambini e le bambine possono scegliere liberamente come, dove, a cosa giocare in quanto il gioco libero e spontaneo è uno dei punti fondamentali del nostro progetto, sia per lo sviluppo delle competenze emotive, cognitive e relazionali sia nel metterle alla prova e misurarle. Attraverso il gioco, inoltre, i piccoli apprendono ciò che in quel momento li incuriosisce, li appassiona, li interessa: ecco che il gioco diventa anche un fondamentale strumento di apprendimento che li aiuta a conoscersi e a conoscere il mondo intorno a loro».

Qual è il vostro sogno?

«Il nostro sogno è trovare una cooperativa sociale che sostenga il nostro progetto in modo da renderlo davvero accessibile a tutte le famiglie interessate».

A chi vi ispirate?

«Nei paesi nordici questo tipo di educazione esiste ormai da decenni e finalmente, quando è arrivata in Italia ne siamo rimaste affascinate. Tutte e tre siamo state scout e fin da piccole abbiamo imparato a stare a stretto contatto con la natura con qualsiasi tempo atmosferico; unire questa nostra esperienza personale ad un modello educativo ci è sembrata la cosa più spontanea che potessimo fare».

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