Scienza e pittura unite nel segno di Leonardo

LA PRESENTAZIONE Un libro che riprende gli appunti del grande maestro

Scienza e pittura appaiono spesso come discipline opposte e inconciliabili, eppure è stato proprio Leonardo da Vinci, con le sue opere, a dimostrare che in realtà sono due facce della stessa medaglia. Lo spiega Gian Vico Melzi d’Eril nelle pagine di Leonardo insegna a dipingere, un viaggio alla riscoperta degli appunti del maestro, arrivati fino a noi grazie al Libro di Pittura trascritto e curato da Francesco Melzi, l’allievo prediletto. Il testo di Gian Vico Melzi d’Eril, pubblicato da Francesco Brioschi Editore, sarà presentato giovedì 12 marzo (ore 17.30) nel Salone della Banca Centropadana in corso Roma a Lodi insieme all’autore, discendente di Francesco: l’appuntamento è organizzato dall’Associazione Lodi Murata, con il patrocinio della Società Storica Lodigiana e della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Lodi. Quando si pensa a Leonardo da Vinci, ci si figura un artista, un inventore, uno studioso. L’immagine che affiora alla mente è quella del genio universale. Ma non è sempre stato così: prima del XVII secolo Leonardo era considerato un pittore molto abile; tuttavia, si ignorava che il suo straordinario talento derivasse da acute ricerche scientifiche. Parte della sua genialità, infatti, risiedeva nella capacità non solo di osservare ma anche di appuntare tutto quello che accadeva intorno a lui: dal movimento dei muscoli al gioco di ombre e colori, dall’intrico dei rami degli alberi alla diversa densità dell’aria, fino a intuire la natura di fenomeni che sarebbero stati compresi solo secoli dopo.

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