LODI Respinti dopo ore di attesa, alla piazzola scoppia il caos
Una pattuglia di carabinieri è intervenuta alla piazzola ecologica

LODI Respinti dopo ore di attesa, alla piazzola scoppia il caos

I cittadini chiamano i carabinieri ma non c’è nulla da fare: sono dovuti tornare a casa con i loro rifiuti

Federico Gaudenzi

Non basta nemmeno l’intervento dei carabinieri per risolvere la situazione alla piazzola ecologica: dopo un’ora di attesa e tre quarti d’ora di protesta, i cittadini sono costretti a tornare a casa con i rifiuti in macchina e non poca irritazione in corpo. Tutto è nato quando, alle quattro meno cinque di ieri pomeriggio, un operatore della piazzola ecologica è uscito dalla struttura per avvertire i cittadini che stava per chiudere, e che non avrebbe potuto smaltire le persone in attesa.

Subito, si è levata la protesta di tutti quelli che erano in coda per conferire i propri rifiuti, per nulla disposti ad accettare un simile trattamento: «Alcuni di noi sono in coda dalle tre, sotto il sole: hanno aspettato l’orario di chiusura per dirci che non avremmo fatto in tempo a scaricare» afferma una donna che, uscita dall’automobile, cerca riparo all’ombra della palazzina di Linea Gestioni.

Più avanti, una coppia di lodigiani è ancora più furiosa: «Non è questo il modo di trattare le persone: potevano avvertirci prima visto che la coda era interminabile, potevano prolungare l’orario, potevano organizzarsi con appuntamenti. Noi abbiamo chiesto in prestito il furgone per portare qui dei mobili, ora viene voglia di lasciarli davanti al cancello, chissà se hanno il coraggio di darci una multa».

Non è la prima volta che, negli ultimi giorni, si verifica una protesta per questo motivo, ma stavolta i cittadini hanno deciso di contattare i carabinieri: «Abbiamo chiesto loro di intercedere con il Comune per capire se si poteva allungare l’orario - ha spiegato uno dei presenti -. I carabinieri sono intervenuti e sono stati molto disponibili, ma purtroppo non è cambiato niente». Prima di girare l’auto e tornare a casa, molti hanno manifestato l’intenzione di non lasciar cadere la questione: «Non abbiamo nemmeno potuto parlare con chi è responsabile di questo disservizio, ma siamo disposti anche a sporgere denuncia perché sia fatta chiarezza».


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