Lodi, sono più di 80 i contagiati in ospedale

Lodi, sono più di 80 i contagiati in ospedale

Molti dei pazienti trasferiti in altri ospedali della Lombardia

Numeri costantemente in aumento. Perché non è allarmismo, ma la realtà. Secondo i dati diffusi ieri sera dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, sono saliti a 650 i pazienti risultati positivi al coronavirus e sono almeno a 17 i decessi, in tutta Italia. Tre nuovi morti ieri in Lombardia. A questi numeri - forniti da fonti ufficiali - si aggiungono poi i 2 decessi avvenuti ieri a Lodi, di malati della terapia intensiva, tra i 70 e gli 80 anni (in condizioni di salute già critiche), di cui è venuto a conoscenza «il Cittadino» e sul quale stiamo effettuando approfondimenti.

Oltre 80 contagiati al Maggiore

Le conferme per i conteggi nazionali arrivano dallo Spallanzani. Ieri, a Lodi, però, c’erano 70 pazienti positivi in pronto soccorso e altri 15 nella nuova area blu allestita al posto della neurologia, per far spazio a questi malati e decongestionare il pronto soccorso. Per liberare il servizio di Lodi molti malati, spesso, vengono trasferiti anche in altri ospedali della Lombardia.

Nuove aree in corsia

L’ospedale di Lodi è stato organizzato per far fronte all’emergenza. Oltre all’area blu del terzo piano è stata allestita, l’area da una quarantina di letti, dove attualmente sorge la medicina. Oggi potrebbero già arrivare i primi malati. In Pronto soccorso, la sala d’aspetto è stata divisa in due, per far spazio all’assistenza dei malati. I pazienti più critici, inviati nell’area blu, sono stati separati dai casi confermati e da quelli ancora sospetti.

Carenza di mascherine

Da alcuni giorni il sindacalista Gianfranco Bignamini manda comunicati sul rifornimento di mascherine, un tema questo che è all’attenzione, in queste ore, anche di Cgil, Cisl e Uil. «Chiediamo con urgenza - dicono - la fornitura di dispositivi di protezione individuale ai dipendenti dell’Asst, chiediamo informazioni sulla gestione dei tamponi per i dipendenti degli ospedali, dentro e fuori la zona rossa». I sindacati chiedono un’analisi del problema dei sovraccarichi di lavoro da parte degli operatori e informazioni sulle turnazioni degli operatori. E ancora vogliono chiarezza sulla modalità di reclutamento degli operatori introdotta dall’Asst per far fronte all’emergenza». L’Asst, infatti, ha pubblicato un bando, per prestazioni occasionali, che riguarda sia medici che infermieri, visto che metà dell’equipe medica e infermieristica è a casa in isolamento.

La testimonianza

Ieri, Alex Cipnan, tecnico sanitario ¡n radiologia, dipendente dell’Asst e delegato sindacale della Uil, ha voluto replicare al sindacalista della Confsal Stefano Lazzarini, in merito agli attacchi sui primi giorni del contagio: «Sono in prima linea insieme a molti colleghi - ha detto -, la situazione è difficile, alcuni sono in auto isolamento e fronteggiare questa emergenza senza il personale al completo è stancante. Sono certo che se esistono colpe i responsabili ne risponderanno. Lo faranno però a tempo debito, ora non serve puntare il dito dal divano contro le istituzioni. Ora è tempo di darci conforto e solidarietà, ci serve solo una pacca sulla spalla e sentirci dire: “Bravi ragazzi! Avanti cosi, siamo tutti con voi!”. A breve i nostri colleghi in isolamento torneranno a darci man forte sul campo, tutti insieme fronteggeremo questa situazione».


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