Nuove capienze in cinema e teatri, mentre da venerdì il pass sarà obbligatorio sul lavoro

Nuove capienze in cinema e teatri, mentre da venerdì il pass sarà obbligatorio sul lavoro

Da oggi i luoghi della cultura tornano ad accogliere spettatori ai livelli pre-pandemia

Nuovo passo verso la normalità da oggi con le nuove capienze decise la settimana scorsa dal governo: i luoghi di cultura come cinema e teatri potranno tornare a riempirsi al 100%. Le discoteche riapriranno, ma con una capienza del 50%, mentre gli stadi resteranno pieni al 75%; 60% per i palazzetti dello sport. In ogni caso per l’ingresso bisognerà esibire il green pass. Nelle strutture museali è stata invece eliminata la distanza interpersonale di un metro. In caso di violazione delle regole su capienza e green pass nei settori di spettacoli, eventi sportivi e discoteche, la chiusura si applica dalla seconda violazione. «Che il ritorno alla normalità fosse qualcosa da intraprendere è cosa sulla quale non ci sono dubbi, pur con qualche perplessità residua - ha invece commentato il virologo Massimo Galli -. La nostra copertura vaccinale è buona ma non ancora ottimale. Stiamo lavorando con un vaccino che mostra avere copertura nei confronti della malattia grave, sebbene non in grado di fermare la circolazione del virus.

Ci sono dati che dimostrano che nelle persone fragili la terza dose prolunga la copertura. Sulle discoteche, in particolare quelle al chiuso, va detto che resta una spada di Damocle relativa alle persone non ancora vaccinate, tra i maggiori frequentatori di queste strutture». Da venerdì invece il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, pubblici e privati. La certificazione verde sarà necessaria per poter lavorare e riguarda tutti i lavoratori dipendenti, i professionisti e gli autonomi. La misura scatterà dal 15 ottobre e durerà fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza. Inoltre, in coincidenza con l’obbligo del Green Pass, il decreto Brunetta prevede il rientro al lavoro in presenza per tutti i dipendenti statali che stavano ancora lavorando in smart working da marzo 2020. Alcune aziende però temono il caos per i controlli e per la durata dei tamponi. Nei giorni scorsi Matteo Salvini (Lega) aveva chiesto di estendere la durata dei test da 48 a 72 ore.


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