Montale e Gobetti, una storia poetica e appassionata al centro del nuovo romanzo di Stefano Corsi
LA PRESENTAZIONE Venerdì pomeriggio a Lodi
Lodi
A metà giugno del 1925, Piero Gobetti, giovane e febbrile editore torinese, stampò Ossi di seppia, il libro d’esordio di Eugenio Montale. A metà febbraio dell’anno successivo, Gobetti morì a Parigi, dove era espatriato per fondare una casa editrice libera dalla censura fascista. Il poeta, la ragazza e l’editore, nuovo romanzo firmato dal lodigiano Stefano Corsi, vuole celebrare il doppio centenario ruotando intorno al rapporto fra Montale e Gobetti, sviluppatosi in mesi cruciali per la vita politica e culturale del tempo. A margine, due vicende contemporanee di gioventù e vecchiaia: da una parte un anziano professore di lettere, Áner (“uomo” in greco antico), eremita in montagna; dall’altra un giovane studente universitario, alle prese con la stesura della tesi di laurea e con i dubbi esistenziali tipici della sua età.
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