Messe con i fedeli nella zona rossa, ma nel rispetto del protocollo

È necessaria un’autocertificazione, il modulo è scaricabile sul nostro sito

Con l’entrata in vigore dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre sull’emergenza coronavirus, non sono previste novità circa la celebrazione delle liturgie nelle aree del Paese che sono state indicate come “zona rossa”, quindi la Lombardia e il Lodigiano. Lo precisa il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, Vincenzo Corrado. Citando il testo del nuovo provvedimento, Corrado precisa che, come già stabilito in precedenza, in tutta l’Italia, «l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro». Come già nei precedenti Dpcm, viene inoltre chiarito che le celebrazioni con la partecipazione del popolo si svolgono nel rispetto del protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza episcopale italiana, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Le nuove disposizioni dividono l’Italia in tre aree - gialla, arancione e rossa - a seconda del livello di rischio, ma non è stato, appunto, disposto alcun cambiamento circa le liturgie, tuttavia, nelle zone rosse, precisa Vincenzo Corrado, «per partecipare a una celebrazione o recarsi in un luogo di culto, deve essere compilata l’autocertificazione». Scarica qui il modulo

Circa la catechesi e lo svolgimento delle attività pastorali, chiarisce poi un comunicato stampa, alla luce delle indicazioni del Dpcm, «la Segreteria Generale della Cei consiglia una consapevole prudenza; raccomanda l’applicazione dei protocolli indicati dalle autorità e una particolare attenzione a non disperdere la cura verso la persona e le relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l’uso del digitale». Infine, la Cei aggiunge che «già l’Ufficio catechistico nazionale con il documento “Ripartiamo insieme” aveva suggerito alcune piste operative. In particolare, per le zone rosse, la Segreteria Generale invita a evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità d’incontro già sperimentate nei mesi precedenti e ponendo la dovuta attenzione alle varie fasce di età».

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