Le tasse non cresceranno, Draghi stima un Pil al 6%
Il premier Draghi insieme al capo degli industriali Bonomi giovedì all’assemblea di Confindustria (LaPresse)

Le tasse non cresceranno, Draghi stima un Pil al 6%

Il premier all’assemblea di Confindustria: 3 miliardi contro il caro bollette

Nessun aumento delle tasse, una legge sulla concorrenza, 3 miliardi per disinnescare l’aumento di bollette di luce e gas e un patto per l’Italia. Sono alcune delle cose accennate ieri dal premier Draghi intervenuto all’assemblea di Confindustria. «Il governo non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono» ha detto incassando il plauso di Lega e Pd. In più il governo ha deciso di eliminare, per l’ultimo trimestre dell’anno, gli oneri di sistema del gas per tutti e quelli dell’elettricità per famiglie e piccole imprese. Senza un intervento del governo, «nel prossimo trimestre il prezzo della luce potrebbe salire del 40%, mentre quello del gas del 30%» ha detto Draghi. Si tratta di un intervento da oltre tre miliardi di euro approvato ieri in Consiglio dei ministri. Venendo alla situazione economica, «l’Italia vive oggi un periodo di forte ripresa, il governo stima una crescita intorno al 6% quest’anno a fronte del 4,5% ipotizzato a primavera. La crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,9%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività. La sfida per il governo - e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali - è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile». «Per assicurare la sostenibilità della ripresa - ha spiegato il presidente del Consiglio - dobbiamo prima di tutto impedire che ci siano altre significative ondate di contagio. Il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure. Voglio quindi ringraziare ancora una volta gli italiani per la convinzione con cui hanno aderito alla campagna vaccinale, e le imprese per l’impegno dimostrato nel cooperare alla sua organizzazione». Draghi ha poi concluso il suo intervento con un appello: «La mia presenza oggi è un ringraziamento a tutte le imprese e ai loro lavoratori. Per la vostra capacità di reagire e innovare, in anni molto difficili per la nostra società. Ma oggi vi chiedo di fare di più. Vorrei che la pagina che state scrivendo oggi con il vostro impegno fosse ricordata come un momento storico. Nessuno può chiamarsi fuori. Sono certo, conoscendo le virtù dell’impresa, che sarà una pagina di cui l’Italia andrà fiera».

Dal canto suo il capo degli industriali Bonomi ha augurato lunga vita al governo dopo (anche a dopo il 2023), ha chiesto che lo Stato rinunci a proventi Iva-accise su energia e ha insistito sulle riforme: «Bisogna farle adesso. Basta rinvii, basta giochetti, basta veti». Confindustria «si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il processo delle riforme, «a chi flirta con i no vax invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori, come a chi pensa che questo Governo è a tempo», ha concluso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA