Il governo non cede alle minacce: da oggi pass obbligatorio al lavoro. Guarda il video sul primo giorno del green pass in azienda

Il governo non cede alle minacce: da oggi pass obbligatorio al lavoro. Guarda il video sul primo giorno del green pass in azienda

Il porto di Trieste insiste sullo sciopero, il prefetto: chi lo fa commette un reato. I timori del Viminale per la possibilità di scontri

Redazione web

Il governo non cede alle minacce di portuali e autotrasportatori e tira dritto: da oggi il green pass sarà obbligatorio per accedere al luogo di lavoro. Ieri i portuali di Trieste (che hanno minacciato di bloccare lo scalo) avevano fatto una mezza apertura all’Esecutivo, proponendo la cancellazione dell’agitazione se l’obbligo fosse stato spostato a fine mese. Ma da Palazzo Chigi non hanno sentito ragioni. Il prefetto di Trieste intanto ha avvertito: «Lo sciopero non è autorizzato, quindi chi partecipa commetterà un reato».

Quanto agli autotrasportatori provenienti dall’estero, al loro ingresso in Italia, in linea con le cosiddette “corsie verdi”, si continuano ad applicare fino al 31 dicembre le disposizioni contenute nel Dpcm 2 marzo 2021. Al personale a bordo dei mezzi non in possesso di Green pass, o vaccinati con preparati non riconosciuti nel nostro Paese, è quindi consentito esclusivamente l’accesso ai luoghi per le operazioni di carico/scarico delle merci, a condizione che tali attività vengano svolte da altri.

Il dibattito ora è sulla gratuità o meno dei tamponi per quei lavoratori che non sono vaccinati (dovrebbero sottoporsi al test ogni 48 ore). La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha detto che è «una vergogna che i tamponi siano a carico delle imprese», mentre il capo di Confindustria, Bonomi è dell’opinione che i test dovrebbero pagarseli i lavoratori che non si sono vaccinati. Silvio Berlusconi (Fi) considera il certificato verde uno strumento efficace per combattere il coronavirus, specificando come l’unica alternativa sia l’obbligo vaccinale. «Il Green pass - spiega Berlusconi in una intervista al quotidiano Il Messaggero - è lo strumento che abbiamo scelto per ripristinare gradualmente la normalità. Naturalmente è uno strumento perfezionabile. Comprendo le preoccupazioni nei lavoratori e nelle aziende più piccole, ma non dobbiamo dimenticare che l’unica alternativa è l’obbligo vaccinale che, del resto, noi di Forza Italia abbiamo proposto sin dall’inizio». Il governo quindi ha aperto all’ipotesi di ridurre ancora di più il costo dei tamponi. Ma la situazione resta comunque incandescente: il Viminale infatti teme per oggi «possibili scontri tra gruppi estremisti e proteste davanti ad aziende e stazioni».


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