“Il diavolo veste Prada? La storia continua anche oggi”
LODI Il contributo di Sofia Lombardo, studentessa di II del liceo di scienze applicate Volta, per la sezione Young della nostra newsletter di cultura
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“Il diavolo veste Prada” è un film uscito nelle sale nel 2006. In questi mesi se ne parla dato che proprio il 29 aprile 2026 è uscito il suo sequel.
Antipatia dietro l’angolo
Nella prima pellicola, conosciamo la giovane Andy Sachs, laureata da poco, che cerca di ottenere un lavoro come segretaria della direttrice della famosa rivista di moda” runway”, Miranda Priestly. Lei è una donna composta, a tratti antipatica, severa con se stessa e con tutti e cerca di fare tutto al meglio. Quando Andy viene assunta, Miranda ha già una segretaria speciale, denominata anche “segretaria numero uno” che si chiama Emily e che lavora e collabora con Andy nel soddisfare le varie esigenze della direttrice. Inizialmente Andy si sente come un pesce fuor d’acqua in quell’ambiente, ma pian piano riesce ad adattarsi al luogo di lavoro e intreccia nuove amicizie acquisendo anche un outfit completamente diverso da quello di sempre. Il tutto però ha anche delle ripercussioni sulla sua vita privata. Infatti incomincia ad avere problemi con il suo fidanzato Nate che non la capisce abbastanza: decidono, quindi, di separarsi e di prendersi una pausa.
Una grande sfilata di moda a Parigi vede Miranda protagonista: sarebbe dovuta andare con Emily che, malata, verrà sostituita da Andy. Tale evento per Andy sarà rivelatore: Miranda ad un certo punto dirà ad Andy che loro due sono molto simili e che entrambe, senza alcun rimorso, sarebbero capaci di fare qualsiasi cosa pur di ottenere il successo. Andy non aveva per niente intenzione di assomigliare ad un persona superba e cinica come il suo capo, perciò decide di prendere le distanze allontanandosi per sempre da lei, buttando il cellulare aziendale nella fontana in una piazza di Parigi nonostante le chiamate di Miranda continuassero ad arrivare prepotenti.
Andy successivamente riprenderà i rapporti con Nate, il suo fidanzato, e finalmente troverà lavoro grazie alla sua laurea in giornalismo, ma soprattutto grazie alle referenze che Miranda sorprendentemente aveva inviato al nuovo capo di Andy. Nonostante tutto Miranda la stimava.
Ognuno di noi incontra nella propria vita delle persone come Miranda, fredde e beffarde, sempre pronte a giudicare, a parlare e a non apprezzare nulla
Ognuno di noi incontra nella propria vita delle persone come Miranda, fredde e beffarde, sempre pronte a giudicare, a parlare e a non apprezzare nulla.
Ciò che ci insegna questo film è che non dobbiamo sentirci soli o inadeguati a causa di persone che vogliono e pretendono da noi quello che non siamo. Il giudizio degli altri su di noi ha poco valore specialmente se non ci conoscono.
Noi dobbiamo essere la “Andy” della nostra storia, della nostra vita, facendo quindi ciò che ci fa stare bene senza essere condizionati dal continuo pensiero di essere inadeguati, di aver paura di essere noi stessi, di dire la nostra. A volte bisogna semplicemente prendersi del tempo con noi stessi e pensare a tutti quei momenti difficili che ci hanno fatto diventare come siamo oggi.
Probabilmente è anche grazie a persone come Miranda che siamo ciò che siamo oggi: L’importante è essere consapevoli e non entrare nel circolo vizioso di pensare di essere sbagliati.
Il mondo è vario, multietnico, multilinguistico e con diverse personalità ed io penso che fondamentale è che nel mondo ci sia varietà, cosicché si possa imparare qualcosa di nuovo innamorandosi delle novità che potremmo avere dalla nostra vita.
La nostra mente è l’artefice di tutto. Noi possiamo tutto. Chiunque può dire di noi qualcosa, ma è anche giusto ricordarsi che noi siamo gli scrittori, gli autori e i registi della nostra storia. Fondamentale diventa a questo punto non perdere tempo: che non è al nostro servizio, non sempre ritorna per darci un’altra occasione.
Ecco come si può risalire da momenti difficili
Non mi sarei mai aspettata che da un film che può sembrare “popolare” possano uscire così tante idee e messaggi diversi.
A noi il compito di essere artefici della nostra vita, cogliendo ciò che abbiamo imparato, usandolo per il futuro.
il mio suggerimento è quello di saper discriminare quali consigli accogliere nel nostro cuore e quali no. Non tutti sono preziosi. Quindi, non posso che consigliare la visione di questo film: si potranno ricavare insegnamenti preziosi: in fondo, racconta di come ci si sente a essere giudicati e come invece si può risalire da momenti difficili sorridendo sempre a testa alta.
Vent’anni dopo...
Il proseguimento del film “Il diavolo veste Prada”, invece, risulta essere un pochino diverso. dopo vent’anni i personaggi sono cambiati e si sono evoluti, ma le tematiche rimangono sempre le stesse, ad eccezione di una cosa: si può essere amici del nostro nemico?
Si, infatti Andy al termine del secondo film collabora con Miranda, ma con un feeling diverso: ora sono amiche: in fondo, capiti i propri errori, perdonati quelli altrui, si può diventare amici. L’importante è saper pronunciare semplicemente una parola, breve, ma incisiva: “scusa”.
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