Green pass sul lavoro, da venerdì scatta l’obbligo: ecco le linee guida del governo

Green pass sul lavoro, da venerdì scatta l’obbligo: ecco le linee guida del governo

Per chi venisse allontanato dal lavoro perché sprovvisto di Green pass saranno conteggiati come assenze anche i giorni festivi fino alla presentazione del certificato

È quasi tutto pronto per l’obbligo di green pass da esibire obbligatoriamente sul lavoro a partire da venerdì (e fino alla fine dell’anno). Il premier Draghi ieri ha adottato con un Dpcm le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal 15 ottobre. Per chi venisse allontanato dal lavoro perché sprovvisto di Green pass saranno conteggiati come assenze anche i giorni festivi fino alla presentazione del certificato. Dal canto suo invece il ministero della Salute ha preparato un nuovo Dpcm in cui si annuncia l’arrivo di un aiuto tecnologico alle imprese per il controllo del certificato dei propri collaboratori. «Saranno resi disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità» che consentono «una verifica quotidiana e automatizzata delle certificazioni verdi del personale in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, senza rivelare le informazioni trattate».

Per i controlli del green pass effettuati con App, «è fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (qr code) delle certificazioni verdi Covid-19 sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle» per il controllo per l’accesso al lavoro «le informazioni rilevate dalla lettura dei Qr code e le informazioni fornite in esito ai controlli» stessi, si legge nella bozza del Dpcm. Il ministero prevede l’uso «di un pacchetto di sviluppo per applicazioni, rilasciato dal ministero della Salute con licenza open source», che si può «integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze».

Sempre secondo il Dpcm anche chi si è sottoposto a vaccinazione fuori dall’Italia potrà richiedere il Green pass. «Il Sistema» Tessera sanitaria «acquisisce tramite apposito modulo online, reso disponibile sul portale nazionale della Piattaforma-DGC, i dati relativi alle vaccinazioni effettuate all’estero dai cittadini italiani e dai loro familiari conviventi nonché dai soggetti iscritti al Servizio sanitario nazionale che richiedono l’emissione della certificazione verde COVID-19 in Italia per avere accesso ai servizi e alle attività individuati dalle disposizioni vigenti». Infine «per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali, i soggetti preposti alla verifica» possono richiederlo ai lavoratori «con l’anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro», si legge nella bozza. Una tempistica, quella delle 48 ore, in linea con la durata del Green Pass più breve. Per chi non è vaccinato, infatti, e si sottopone a un tampone la Certificazione verde ha una validità di appena 2 giorni.


© RIPRODUZIONE RISERVATA