Green pass, oggi le regole;  la destra si spacca sui vaccini

Green pass, oggi le regole;

la destra si spacca sui vaccini

Girandola di ipotesi sul lasciapassare: 1 dose per il bar, 2 per la discoteca

Il centrodestra si spacca sull’obbligo vaccinale per i professori in vista della ripresa delle lezioni a settembre. Mentre Meloni (FdI) e Salvini (Lega) si dicono contrari, ieri Forza Italia ha annunciato un disegno di legge in Senato per l’obbligatorietà del vaccino per gli insegnanti, «come abbiamo fatto per il personale sanitario, perché si tratta di una categoria di un servizio essenziale, che è la scuola» ha detto Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. «Non capisco perché si dubiti ancora della possibilità che, con una legge, si imponga l’obbligatorietà della vaccinazione - ha detto al Tgcom24 il giurista e giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese -. Abbiamo leggi del 1939, 1963, 1966, 1991 e 2017 connesse a vaccini di tipo diverso e che prevedono l’obbligo vaccinale. Pertanto, è possibile introdurre un obbligo per legge: lo prevedono la Costituzione e la Corte Costituzionale stessa, che nel 2018 si era già espressa nel merito, con una sentenza molto ampia e dettagliata». Cassese fa sua la proposta del magistrato Nordio di parlare di “requisito” invece che di obbligo. Il vaccino - secondo il giurista - è una conditio sine qua non per l’accesso alle professioni pubbliche: gli insegnanti - categoria intorno a cui gira il dibattito - con il siero avrebbero una sorta di “patente” come quella necessaria agli autisti per condurre un mezzo pubblico. Come si diceva ieri, la questione dell’obbligo vaccinale è legata al Green pass, sul quale oggi il governo dovrebbe prendere una decisione (si valuta anche la proroga dello stato d’emergenza per un periodo lungo, che potrebbe arrivare anche fino alla fine di quest’anno). Tante sono le ipotesi che circolano da giorni: secondo il Corriere della Sera per accedere ai ristoranti basterà una dose di vaccino, mentre ne serviranno due per partecipare ad eventi con tante persone (vedi stadio) o per andare in discoteca. Ieri invece le Regioni hanno chiesto al governo l’obbligo di esibire il pass solo nelle zone gialle, lasciando fuori quelle bianche (che al momento sono tutte). Hanno proposto che a scuola sia richiesto se c’è un focolaio, mentre il vaccino sarà solo raccomandato. Secondo Repubblica invece il green pass servirà in tutte le regioni, a prescindere dal colore, partendo da agosto nei bar e nei ristoranti al chiuso, da settembre invece sarà obbligatorio nei trasporti. Insomma le ipotesi sul campo sono tante, ma saranno comunque meno stringenti di quelle francesi. La settimana scorsa infatti, quando si è innescato il dibattito, la ministra Gelmini aveva detto che il governo avrebbe seguito una via italiana e non francese per l’applicazione del passaporto. In Francia invece a partire dal 1 agosto chi vorrà accedere a tutti i locali aperti al pubblico (come bar e ristoranti) o salire sui mezzi pubblici, dovrà avere il green pass. Deciso anche l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, pena la sospensione dello stipendio.


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