C’è la Messa: nelle chiese tornano i fedeli

C’è la Messa: nelle chiese tornano i fedeli

La fase 2 prevede la riapertura con igienizzante per le mani e cestini per le offerte alle porte, mascherine e distanziamento con segnaposto

Il disinfettante per le mani e il segnaposto sulle panche, l’entrata dalla porta di destra e l’uscita da quella che dà sul Broletto: in Cattedrale ieri alle 8.30 è stata celebrata la prima Messa con la presenza dei fedeli, nel giorno di ripresa generale dalla pandemia e di ripresa anche per le Messe fisicamente insieme alla gente. Le misure sono però ancora rigorose, naturalmente: mascherina per tutti, come sappiamo; un solo lettore, il sacrestano del duomo, per contenere l’uso dello stesso microfono; le offerte eventualmente poste nei cestini all’entrata e all’uscita. Diciassette le persone che hanno assistito alla prima Messa, di diversa età, e tra loro e le Sorelle Operaie del Santo Vangelo la cui comunità si trova proprio nella parrocchia dell’Assunta.

La Cattedrale dunque è stata aperta alle 8 e si chiede a chi desidera partecipare alla Messa di arrivare appunto mezz’ora prima dell’inizio. All’ingresso una parrocchiana incaricata ha segnato – così continuerà a essere nei prossimi giorni in ogni edificio di culto - il numero di quanti sono entrati: a pieno regime il duomo potrà accogliere 190 persone. Ieri però il nastro bianco e rosso attorno alle sedie nelle navate e in fondo segnalava di utilizzare, in questi primi giorni feriali, soltanto le panche. Alla fine di ogni Messa infatti vengono igienizzati in modo specifico i posti occupati. Posti indicati dunque da piccoli cartelli con fiorellini, in modo alternato: su una panca ci si può sedere all’estremo di destra e a quello di sinistra, sulla panca successiva al centro, e così via. A dare le indicazioni a voce nella Messa delle 8.30 ieri mattina è stato il parroco dell’Assunta monsignor Franco Badaracco, mentre hanno celebrato il Presidente del Capitolo della Cattedrale monsignor Piero Bernazzani con monsignor Luigi Rossi e monsignor Giuseppe Cipelli: tutti con la mascherina. Una giornata particolare, quella di ieri, anche per una singolare coincidenza: i cento anni dalla nascita di San Giovanni Paolo II. «Chiediamo la sua intercessione – ha pregato monsignor Bernazzani -, perché continui a benedire la sua e la nostra Chiesa, concedendoci di avere amore verso tutta l’umanità».

Naturalmente non c’è stata la processione offertoriale e nemmeno la stretta di mano, ma lo scambio della pace è stato sostituito da un cenno del capo tra i fedeli e uno sguardo sorridente al di sopra della mascherina. L’uscita dalla celebrazione è avvenuta sempre a distanza, evitando di sostare all’interno e anche all’esterno. E mentre in duomo veniva igienizzata la zona utilizzata in questa prima Messa, sono stati circa ottanta coloro che invece hanno partecipato alla successiva funzione delle 10.

Intanto anche nelle altre chiese parrocchiali della città ci si è organizzati con un’accoglienza all’entrata e le indicazioni ben chiare sulla porta e all’interno. Tutto sembra essersi svolto bene, come una prova per la prima Messa festiva della prossima domenica, 24 maggio. Ogni edificio, come pure il Carmelo di Lodi, ha indicato all’ingresso quante persone possono essere accolte per garantire il distanziamento. E diverse parrocchie mantengono comunque la diretta Facebook, You Tube, radio o con altri canali per permettere la partecipazione alla Messa anche a chi non se la sente o non può arrivarci fisicamente.


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