Il vescovo nei cimiteri della Bassa: «Affidiamo a Dio questi nostri fratelli»

Il vescovo nei cimiteri della Bassa: «Affidiamo a Dio questi nostri fratelli»

Venerdì mattina monsignor Malvestiti si è soffermato davanti ai cimiteri di Castiglione, Codogno, Casale e Corno Giovine

Qualcuno ha lasciato dei piccoli mazzi di fiori alla cancellata del cimitero di Castiglione. Piccolo segno di vicinanza ai propri cari, mentre la pandemia impedisce i funerali e l’accesso ai cimiteri. Anche il vescovo Maurizio, ieri mattina, non ha varcato la soglia del camposanto. Con il parroco monsignor Gabriele Bernardelli e il vicario generale don Bassiano Uggé, si è fermato all’ingresso, recitando una preghiera di suffragio per i settantacinque morti della parrocchia. «Questa è la comunità più colpita dal virus – ha detto il vescovo -. Affidiamo a Dio questi nostri defunti, presso i loro sepolcri, dove vogliamo benedirne le spoglie mortali nella certezza che ci viene dalla fede, ovvero che non sono morti né invano né abbandonati. Li ha accolti Cristo, che nella croce ha ben conosciuto la sofferenza e il morire dell’uomo, e vegliano su di noi nella Pasqua eterna». «Ricordiamo anche i loro familiari, e quanti stanno lottando con la malattia: li sostenga la fede in Cristo risorto – ha continuato il vescovo -. Esprimiamo poi gratitudine per coloro che sono stati vicini ai sofferenti: il parroco e i sacerdoti, e chi ha lottato contro questa difficoltà imprevista di cui attendiamo con ansia la fine. Nella Terza domenica di Pasqua voglio tornare a Castiglione, sotto lo sguardo della Madonna gloriosa, a pregare per i vivi e i morti attorno all’Agnello glorificato».

Il vescovo ha quindi raggiunto il cimitero di Codogno, un’altra delle comunità maggiormente colpite: nell’aria azzurra, sotto un arco di alberi mossi dal vento, ha salutato il parroco monsignor Iginio Passerini, e insieme a lui ha pregato per i quasi duecento morti che il camposanto ha accolto in queste settimane: «La Pasqua del Signore ci assicura che tutti noi saremo uniti in Cristo: forti del sacrificio pasquale, che santifica ogni nostro sacrificio, potremo andare avanti e ancora più saldo sarà il nostro cammino. Suffraghiamo i defunti. E loro veglieranno su di noi. Un salmo proclama: la pietra scartata è ora pietra angolare. Scartato nella passione, il Risorto è fondamento della speranza. Mai saremo scartati dalla vera vita vera: la risurrezione ci rialza».

Infine, a Casalpusterlengo, il vescovo Maurizio ha pregato col parroco di San Bartolomeo e vicario foraneo don Pierluigi Leva, e col parroco dei Cappuccini fra Alberto Grandi. «Chiediamo al Signore di poter diffondere la gioia della Pasqua – ha proseguito il vescovo alle porte del cimitero -, nella semplicità della vita quotidiana a quanti si affidano a noi». Riferendosi al Vangelo della pesca miracolosa, ha ringraziato Dio, «che ci ripesca sempre dal male e dal morire collocandoci come figli nella vita eterna».

In mattinata, il vescovo si è recato brevemente anche a Corno Giovine, dove una tromba d’aria ha sollevato la copertura del cimitero, scaraventandola tra le tombe: alcuni operai sono al lavoro per rimettere tutto in sicurezza. «Una tragedia nella tragedia», ha commentato il vescovo, esprimendo sollievo «nel constatare che nessuna persona è stata coinvolta nel disastro» e rincuorando il parroco e la comunità.


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