Il punto della situazione: virus sempre più aggressivo con un’escalation di casi

Il punto della situazione: virus sempre più aggressivo con un’escalation di casi

Sabato il decesso do una 77enne di Casale, si stringono i cordoni dell’isolamento

Quella di ieri è stata la giornata dell’escalation. Quella che ha segnato, più delle altre, l’aumento dei casi di contagio da Coronavirus e l’allargamento della zona contaminata e che ha condotto, drammaticamente, al primo decesso nel Lodigiano, quello di Giovanna Angela Carminati, una 77enne di Casale.

I casi, che venerdì sera erano arrivati a 15, sono saliti intorno a mezzogiorno a 35, poi a 39, compresi quelli di Pavia e Cremona, partiti comunque dal focolaio della Bassa e schizzati, in serata, a 46. A Pieve Porto Morone, infatti, sono stati colpiti un medico di base e la moglie, che ha l’ambulatorio pediatrico a San Rocco e Guardamiglio; il malato di Sesto Uniti, nel Cremonese, aveva, invece, avuto contatti con l’ospedale di Codogno, nei giorni nei quali è stato assistito il 38enne di Castiglione. Un caso, collegato a quelli lombardi, è stato individuato, inoltre, a Torino, mentre intorno alle 21, è arrivata la notizia dall’Asst di Melegnano, di un 71enne di Mediglia che si è autopresentato in pronto soccorso a Vizzolo ed è risultato positivo. Sempre ieri, il vice ministro della Salute Pierpaolo Pileri ha fatto sapere che non ha mai avuto il Coronavirus, invece, il presunto “paziente zero”, cioè l’amico del 38enne di Codogno che era stato a cena con lui dopo esser tornato dalla Cina. Il sospetto, quindi, è che a contaminare il 38enne sia stato qualcun altro.

I primi ad essere contagiati, di fatto, sono stati, la moglie dell’uomo (quest’ultimo è stato trasferito, ieri, dalla rianimazione di Lodi al San Matteo di Pavia) ricoverata al Sacco e in buone condizioni di salute, il figlio del barista di Castiglione e amico calciatore del 38enne (secondo quanto risulta a Regione Lombardia), 3 pensionati del bar di Castiglione, 5 operatori sanitari e altri 3 pazienti dell’ospedale di Codogno.

I sindaci della zona rossa, al vertice di ieri pomeriggio, in Provincia, intanto, hanno lanciato l’appello ai loro concittadini affinché rispettino l’isolamento e non si rechino a fare la spesa nei paesi fuori dalla zona di protezione. Questo per contenere, il più possibile, la zona di espansione del virus. Dal vertice con l’ordine dei medici, invece, è arrivata la notizia che tutti gli interventi chirurgici programmati, in Regione Lombardia, sono stati sospesi. E che gli ambulatori dei medici di famiglia saranno riservati solo ai casi più gravi e gestiti con visite su appuntamento.

Il ministro lodigiano Lorenzo Guerini, nel pomeriggio, è intervenuto, dal canto suo, chiedendo di riaprire il pronto soccorso di Codogno, per evitare il trasferimento dei malati nel capoluogo e nei comuni fuori dall’area in quarantena.

Sempre ieri è stato annunciato che 80 carabinieri sono stati inviati, per far fronte all’emergenza, in particolare, nei comuni di Lodi, Castiglione e Casale.

Le scuole, anche a Lodi, ieri, erano deserte. Molti, non solo gli studenti in arrivo dalla Bassa, sono rimasti a casa da scuola per precauzione, allungando così le vacanze di carnevale che saranno lunedì e martedì.

I supermercati, invece, in compenso, si sono presentati con gli scaffali vuoti, a causa della difficoltà nel rifornimento della merce, ma anche perché sono stati presi d’assalto dai lodigiani, in vista di possibili isolamenti.

Areu ha diffuso un numero verde (800894545) per i residenti dei Comuni compresi nell’ordinanza.

In chiusura di serata sono arrivate le parole di ringraziamento del presidente Attilio Fontana nei confronti di Sergio Mattarella. «Sono grato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - ha detto -, che mi ha chiamato per sostenere, attraverso di me, gli operatori lombardi e tutti coloro che stanno lavorando incessantemente per fronteggiare i casi di Coronavirus che si stanno verificando in Lombardia».


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