Dieci Comuni nella “cintura di sicurezza”, ecco come funziona l’isolamento

Dieci Comuni nella “cintura di sicurezza”, ecco come funziona l’isolamento

A Milano il ministro della Salute Speranza per definire come affrontare la crisi nella Bassa

Una cintura di sicurezza di 10 comuni da mettere sotto isolamento per impedire l’espansione del virus, di cui si contavano già 15 pazienti positivi ieri sera alle 22.30. Il secondo briefing della giornata per comunicare la situazione dell’emergenza Coronavirus a Codogno e nella Bassa ha dato un quadro già critico della situazione, con l’annuncio delle misure eccezionali da assumere per arginarne la diffusione.

I controlli e i contagiati

È stato di nuovo l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera a definire la situazione, con il dettaglio del lavoro delle squadre sul territorio. Una prima unità mobile nel pomeriggio ha infatti iniziato le verifiche con il tampone per riscontrare l’eventuale positività al virus a 160 dipendenti del reparto Ricerca e Sviluppo di Unilever Italia di Casale, la ditta dove lavora il 38enne. Di questi, a 120 erano già stati effettuati i prelievi, con un tempo di riscontro di circa 4 ore. La stessa procedura si stava praticando su altre 149 persone, di cui 70 operatori sanitari tra medici, infermieri e altro personale dell’ospedale di Codogno, e altri contatti diretti, parenti e amici stretti dei contagiati iniziali. «A fronte di numerose evidenze negative, ci sono stati altri 8 casi positivi, di cui 5 riferibili agli operatori sanitari che sono stati in contatto con il paziente malato e 3 di altri cittadini – ha detto l’assessore Gallera -. Purtroppo, era un riscontro che ci aspettavamo potesse capitare, perché il paziente è stato per ben due volte in Pronto Soccorso, e diversi medici e infermieri hanno avuto a che fare con lui».

La cintura di sicurezza

Così sono usciti i primi dettagli ufficiali sui pazienti. Ai tre della mattina, il 38enne, la moglie e un amico «che condivideva con lui le attività sportive», tutti tra i 30 e i 40 anni, si aggiungevano tre pensionati, tutti di Castiglione, tra i 70 e gli 80 anni. «Tutti frequentavano di fatto lo stesso bar in Castiglione, che si sospetta possa essere stato un crocevia importante della diffusione del virus – ha spiegato Gallera -. Per questo motivo la cabina di regia istituita con il presidente Attilio Fontana, il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Angelo Borelli ha definito una cintura di sicurezza di 10 paesi in cui saranno assunte misure straordinarie». I comuni indicati subito sono Codogno, Casale, Castiglione, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova de Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. «Per questi territori saranno emanate delle ordinanze specifiche, perché le persone positive al coronavirus afferiscono tutte a questa zona – ha continuato Gallera -. Stiamo facendo un lavoro importante, ora dopo ora, e il sistema sta reagendo molto bene».

La massima precauzione

Il contenuto delle ordinanze non era ancora stato spiegato, ma già si capiva che sarebbero state misure molto serie. Il compito di spiegarne le motivazioni è toccato al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, arrivato a Milano con il ministro. «Le persone che sono state trovate positive hanno la miglior assistenza possibile – ha detto Brusaferro -. Dobbiamo adottare delle misure che sono improntate al principio di massima precauzione, che è quello che ci ha mosso fin dalle prime fasi dell’emergenza. Già da ieri sera abbiamo lavorato tutti in stretto raccordo, e le misure adottate sono state concordate tra Regione e Ministero. C’è la necessità di assumere alcune misure di tipo organizzativo, ma c’è anche bisogno di sensibilizzare le persone nei confronti dell’epidemia». In serata si è tenuto a Palazzo Lombardia un incontro con il presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lodi e con i direttori sanitari di tutte le aziende ospedaliere della Regione con punti di pronto soccorso.

«Ce lo aspettavamo»

Del resto, l’ipotesi di un’epidemia sul territorio nazionale non era così remota, e il Ministero si era già attivato. «Le misure che abbiamo assunto fin dall’inizio dell’epidemia in Cina sono tra le più avanzate in Europa e al Mondo – ha spiegato il ministro Roberto Speranza -. Voglio ringraziare Regione Lombardia per l’efficienza che fin da stanotte ha contraddistinto la risposta all’emergenze, che non è arrivata del tutto inattesa. Infatti, ci sono già stati focolai in Europa, 16 casi in Germania, diversi altri nell’Alta Savoia francese. L’Italia è preparata, perché era evidente che potesse manifestarsi anche da noi. L’obiettivo primario ora è circoscrivere l’epidemia all’area già individuata, dobbiamo trattenere il coronavirus all’interno dell’area geografica circoscritta. Per questo abbiamo concordato un’ordinanza a doppia firma, mia e del presidente di Regione Lombardia, che sospende ogni manifestazione, le attività commerciali non essenziali e le attività lavorative non essenziali, e ovviamente tutte quelle ludico-sportive e quelle educative e del mondo dell’infanzia. Stiamo isolando tutti i contatti dei contagiati, e dobbiamo dare le informazioni corrette alla popolazione».

Le strutture per l’isolamento

La macchina organizzativa sta lavorando su molteplici fronti, e oltre all’emergenza sanitaria si guarda oltre. «Siamo pronti a dare tutto l’aiuto in termini di prevenzione e supporto all’emergenza – ha spiegato Angelo Borrelli, commissario nazionale all’emergenza -. Abbiamo già individuato le strutture da mettere a disposizione per l’isolamento dei contatti, e ringraziamo le forze armate e il ministro della Difesa Guerini che hanno tempestivamente dato la loro collaborazione e disponibilità, rintracciando due immobili a Milano e Piacenza per poter ospitare fino a 150 persone». Successivamente arriva una specifica sull’ipotesi di concentrare in un’unica sede le persone da isolare. Le strutture individuate sono sia di tipo militare sia di tipo civile, ma al momento non si rendono necessarie perché tutte le persone rimangono in isolamento domestico.

La salute prima di tutto

La priorità di tutti in questa fase è contenere l’emergenza sanitaria. «I provvedimenti che abbiamo assunto non devono spaventare, anche se sono impegnativi: servono esclusivamente per contenere la diffusione del coronavirus, replicando esperienze che altrove hanno dato ottimi risultati – ha ribadito il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana -. Il tavolo di coordinamento regionale è sempre aperto». E sulle enormi questioni che rimangono aperte, a partire dalla partita socio-economica, il ministro della Salute Roberto Speranza è stato netto: «In tutti gli atti che abbiamo assunto siamo stati guidati dal principio della sicurezza prima di tutto, e per questo siamo stati anche criticati, come per il blocco dei voli diretti – ha concluso Speranza -. Eppure, le questioni economiche, come quelle diplomatiche o quelle sociali sono importanti, ma in questa fase la salute viene prima, e qualsiasi iniziativa tiene conto di questo».


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