In futuro gli insegnanti saranno sostituiti dai robot?

di Corrado Sancilio*

Will: «Carneade chi è costui» direi parafrasando il pensieroso Don Abbondio nei Promessi Sposi. Già. Chi è Will? I docenti dovrebbero cominciare a tremare visto che all’orizzonte si affaccia una nuova schiera di educatori. Will, infatti, è un insegnate particolare. È un robot che insegna in alcune scuole elementari della Nuova Zelanda. Può insegnare qualsiasi materia, parla diverse lingue, ed è specializzato nell’insegnamento di Energie Rinnovabili e Consumo Responsabile. Può passare da una materia all’altra senza nessun problema; può essere sbattuto da un algoritmo anche a mille km da casa, lui non si lamenterà perché nessuno lo aspetta a casa; non si stanca mai e non percepisce lo stipendio.

Mi ricorda la signora Luisa nella famosa pubblicità di Gled Magic Water: «Luisa comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water». Will è un robot che suscita empatia tra i bambini delle elementari, ha un aspetto di un buffo umanoide e viene gestito da un software dotato di un algoritmo che ne guida l’attività di insegnamento. I bambini interagisono con lui, fanno domande e ottengono delle risposte mediante l’utilizzo di computer o tablet. Ma anche Will può porre delle domande ai ragazzi e richiedere da loro delle risposte che corregge immediatamente in tempo reale. E’ un insegnante avatar dall’Intelligenza Artificiale che secondo alcuni studiosi futuristi come Thomas Frey, nel giro di una decina d’anni, cominceranno a rimpiazzare i docenti nelle classi.

Questa notizia la troviamo sul blog di Beppe Grillo che pare affascinato dal cambiamento che da qui a qualche anno potrebbe toccare il mondo della scuola. La notizia di per sé è sicuramente curiosa, ma da qui a pensare di vedere nelle classi degli umanoidi in cattedra al posto degli insegnanti mi sembra un tantino azzardato.

Will sarà pure simpatico ai ragazzini, susciterà forse più attenzione per la novità che emana dal suo presentarsi come un robot interattivo, avrà pure un software capace di affrontare tutto e subito, ma è pur sempre una macchina, mentre gli insegnanti in carne e ossa sono stupende macchine umane, dotate di sensibilità, di emozioni da trasmettere e da ricevere, in grado di relazionarsi con tanto di affettività e sentimenti, di rispondere a una reciproca relazione con una capacità di dialogo che non è mai frutto di un’intelligenza artificiale, ma del pensiero esposto ad apprezzamenti, ma anche a errori che solo un umano, e non un umanoide, sa trasmettere. La fantascienza ha un suo campo d’azione, suscita un fascino relegato nell’umana curiosità di capire dove va il mondo, è futuro da capire, ma tutto questo non fa parte della vita quotidiana fatta di speranze da trasmettere, di gioia e di soddisfazioni da godere, di tristezze, frustrazioni e dolori da sopportare, di curiosità da capire e alimentare, di idee da trasmettere e realizzare. La mente umana è fatta di informazioni che nascono, vivono e muoiono ogni giorno nel confronto con gli altri, che si esercitano mediante il dialogo grazie alle parole che escono dalla bocca dettate dal cervello e dal cuore. Questo Will sarà pure simpatico, ma è una macchina che trasmette informazioni immagazzinate, che sta lì da sola senza calore umano, che agisce secondo un algoritmo senza speranza di correggersi. Dio solo sa quanti docenti sono stati recentemente vittime di un algoritmo della “Buona Scuola” senza che nessuno sia stato in grado di intervenire a correggere la macchina. Una macchina stupida ha condizionato la vita professionale di tante persone e cosa ancor più grave questa macchina stupida ha dettato le regole d’azione alle persone dotate di intelligenza umana.

«Siamo nani sulle spalle dei giganti», ci ricorda il filosofo Bernardo di Chartres proprio perché con la nostra intelligenza, umanità e capacità di relazione, riusciamo a vedere più lontano e non per una buona vista da dieci decimi, né perché siamo alti di statura, ma semplicemente perché grazie alla storia del pensiero di chi ci ha preceduto riusciamo a vedere oltre. Questo ai docenti avatar è precluso. Caro Will non distruggere il tuo circuito, non bruciare i tuoi schemi LCD se ti dico che se sei quello che sei, lo devi all’intelligenza dell’uomo.

Tu sarai pure bravo nel trasmettere le informazioni e ne avrai sicuramente immagazzinate tante, ma lo farai in modo freddo e distaccato, sarai sempre solo dietro la cattedra e nessuno dopo la lezione ti verrà a cercare perché quando qualcuno ti spegnerà, tu rimarrai lì dove ti lasceranno e non servirai più a nessuno. Tu sei il risultato del progresso tecnologico, sei la novità dell’informazione digitale, sei un’intelligenza che può essere manipolata a piacimento da chi ha interesse su di te, ma non sei in grado di relazionarti con nessuno, potrai stupire per la novità che rappresenti, ma non rimarrai stupito dai sentimenti di chi ti sta di fronte, non potrai mai arrossire per la vergogna per aver detto o fatto qualcosa che non andava detto o fatto. Caro Will tu sei un robot, un avatar, sei un aiuto, ma non puoi mai sostituire un insegnante. Il confronto dialettico è proprio e specifico di un insegnante che arriva anche a riconoscersi nell’allievo per aiutarlo a correggersi e a crescere, mentre tu puoi solo dire se la risposta è giusta o sbagliata. Gli insegnanti mettono al centro gli alunni, mentre tu metti al centro il risultato della risposta; gli insegnanti selezionano le idee, mentre tu fai annegare chi ti è di fronte in un “mare magnum” di informazioni; gli insegnanti sono in carne e ossa, mentre tu sei un agglomerato di cavi e cip, fascette e cremagliere, LED e guaine di plastica e di alluminio. Vuoi un consiglio? Lascia stare. L’insegnamento non è affar tuo. Non presentarti al “Bassi”. Non ti conviene. Non è una minaccia, è una constatazione! Senti a me; datti all’ippica.

*preside dell’Istituto “Agostino Bassi”
di Lodi


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