IL COMMENTO Una palestra per crescere, buona scuola a tutti

L’editoriale di Lorenzo Rinaldi

«La scuola non seleziona ma aiuta a crescere, perché è di tutti e per tutti, come la cultura si nutre di confronto, non mette a tacere nessuno». È salito fin sulle montagne del Mugello, lo scorso maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E da Barbiana, in occasione dei cento anni dalla nascita di don Lorenzo Milani, ha rilanciato il valore della scuola come strumento di crescita umana e sociale, un antidoto all’intolleranza, un pilastro della nostra democrazia. Dopo un’estate amara, nella quale la cronaca quotidiana ci ha raccontato storie di “giovani perduti”, l’inizio della scuola arriva come una ventata d’aria fresca. Perché è alla scuola che affidiamo i nostri ragazzi affinché diventino i cittadini di domani, in un mondo - e in un’Italia che stanno cambiando velocemente.

La prima campanella suona oggi anche nel Lodigiano e nel Sudmilano, territori che da circa trent’anni stanno sperimentando un mutamento demografico mai visto prima. In alcune classi della primaria, oggi, i ragazzini di nazionalità italiana saranno la netta minoranza. Al loro fianco compagni con decine di altre cittadinanze, ma accomunati dal fatto di essere nati in Italia. La scuola sarà allora la prima vera palestra di integrazione e per molti un elemento di riscatto. Dobbiamo essere grati a quegli insegnanti che, fedeli alla propria missione, si impegnano a percorrere la strada in salita dell’inclusione. E al tempo stesso credo sia arrivato il momento di una seria riflessione, scevra dallo scontro politico, sulla possibilità di concedere la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia: sono sempre di più e girare la testa dall’altra parte non cambierà la situazione. Viviamo questa epoca di cambiamento come un’opportunità, un’occasione per rafforzare l’integrazione.

Alla scuola la società chiede di formare i giovani e di prepararli al futuro, non solo sotto l’aspetto della conoscenza. Compito arduo per la scuola contemporanea, immersa in una società contraddittoria, incattivita, nella quale il divario sociale si sta dilatando e i valori vanno disperdendosi. Internet ha migliorato la nostra vita ma rappresenta un pericolo serio per i ragazzi e per quei genitori che non sono in grado (anche per lacune culturali e familiari) di farne un utilizzo intelligente. Il boom tecnologico è stato velocissimo, una vera rivoluzione nella quale siamo tuttora immersi, e la nostra società non ha ancora maturato gli anticorpi per evitare le derive a cui purtroppo tutti stiamo assistendo.

Alla scuola ci affidiamo dunque anche per formare i “cittadini digitali” del futuro, non tanto perché sappiano usare i dispositivi tecnologici, quanto perché siano in grado di comprenderne - attraverso la ragione e la coscienza - gli immensi rischi potenziali. Parole come “cyber bullismo” e “revenge porn” fino a pochi anni fa erano sconosciute, oggi sono alla base di abbandoni scolastici, ricoveri e suicidi tra gli adolescenti.

Tanto stanno facendo su questo fronte le istituzioni scolastiche in collaborazione con polizia di stato e carabinieri, anche nei nostri territori. E di questo dobbiamo essere grati, spronando a fare ancora di più.

La scuola che inizia oggi è anche sinonimo di bellezza, amicizia, conoscenza, curiosità, fraternità, riconciliazione dopo un bisticcio, valori che dobbiamo imparare a rivalutare perché esaltano l’umano.

La scuola che inizia oggi è un’avventura anche per noi del «Cittadino», perché venerdì 15 settembre riparte «Tarantasio», il giornale per i ragazzi che verrà distribuito insieme al quotidiano ogni quindici giorni, il venerdì. In tanti hanno imparato a voler bene a «Tarantasio», bambini, insegnanti, sindaci, genitori e nonni (per informazioni e adesioni [email protected]). A questi chiediamo di starci accanto. Porteremo il giornale nelle scuole per invogliare alla lettura, attraverso la quale si sviluppa un pensiero critico, argine anche alle derive social. E come sempre accoglieremo le scuole in redazione, lasciandoci travolgere dalle mille domande dei bambini.

Buona scuola a tutti!

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