VENDEMMIA 2021 Profumi e gradazione, il rosso della collina di San Colombano promette bene
L’uva merlot appena raccolta a mano (Bagatta)

VENDEMMIA 2021 Profumi e gradazione, il rosso della collina di San Colombano promette bene

Superlavoro nelle vigne e grande attenzione in cantina

Alta gradazione, profumi intensi, importanti proprietà organolettiche. Anche la vendemmia 2022 potrà dare grandi soddisfazioni alle aziende vitivinicole della collina di San Colombano, ma le condizioni meteo di questa stagione hanno costretto a un surplus di lavoro in vigna e costringeranno a una grande attenzione alla lavorazione in cantina per ottenere vini equilibrati.

Praticamente tutte le aziende hanno avviato la raccolta delle uve rosse, secondo una modalità di lavoro consolidata da anni, non più di massa, ma selezionando uva per uva, vigneto per vigneto, in base al grado di maturazione raggiunto in virtù soprattutto dell’esposizione al sole e dell’acqua ricevuta, quest’anno davvero poca. In più, in funzione della destinazione dell’uva raccolta, si procede a disporla in cassette di legno o movimentarla rigorosamente a mano per evitare la pressatura data dagli spostamenti nei cassoni dei trattori. Succede per il rosato Nué della Poderi di San Pietro come per il Franco Riccardi della Nettare dei Santi o per alcune Riserve.

Le condizioni dell’uva però ormai hanno mosso tutte le cantine ad avviare la vendemmia delle rosse. «La gradazione è veramente alta, abbiamo avviato la raccolta e vogliamo procedere rapidamente per evitare che appassisca in vigna – spiega Giancarlo Tosi della Cooperativa I Germogli -. Quest’anno ci saranno vini molto strutturati, bisognerà lavorare con attenzione per dare equilibrio». Le cantine più grandi sono già partite fin dalla settimana scorsa in modo selettivo. «Addirittura noi avevamo ancora della bianca in raccolta, e intanto abbiamo colto il Merlot per il nostro rosé, poi siamo passati al resto», dice Domenico Coldani della Poderi di San Pietro.

Nessun problema sulle quantità, anche se la riduzione sarà importate, tra il 10 e il 20 per cento. L’uva sulla vite non manca, e ci sono pochissime tracce di malattia, ma i grappoli hanno sofferto la crescita per la prolungata siccità di luglio e agosto. Anche la pioggia prevista in arrivo in questi giorni non cambierà ormai l’andamento complessivo, perché tardiva. A soffrire di più potrebbe essere l’Uva Rara, la cui quantità in collina già di norma non è elevata. Nessuno però sembra preoccuparsi delle quantità, anche perché la qualità sembra poter compensare alla grande l’eventuale calo di produzione.

«Anche quest’anno, ormai per il settimo anno consecutivo, infiliamo una vendemmia di grandissima qualità – commenta Antonio Panigada della cantina Panigada -. Personalmente, comincerò la raccolta delle rosse solo la settimana prossima, perché sto cercando l’ultimo spunto organolettico, la gradazione ormai c’è già. Nessun timore per il meteo avuto finora, perché si è fatto un gran lavoro in vigna per diradare i grappoli, anche buttando a terra parte dell’uva, in modo da avere la miglior resa qualitativa. Poi il resto bisognerà farlo in cantina, come sempre. Ma le premesse anche quest’anno sono davvero notevoli».


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