Superbonus, allarme di Confartigianato: nel Lodigiano a rischio decine di cantieri già avviati

Problemi dopo il varo delle ultime norme del governo che impediscono la cessione multipla del credito

Decine di interventi stoppati prima di concretizzarsi, e altre decine e decine di interventi bloccati a lavori appena iniziati, con il rischio che i privati ora non abbiano la copertura economica per lavori già commissionati e partiti. Le norme approvate 15 giorni fa dal Governo per impedire la cessione multipla del credito hanno fermato le ristrutturazioni con il Superbonus 110 per cento e stanno creando il panico tra gli operatori e tra i privati che avevano aderito all’iniziativa.

Tutti i principali operatori finanziari (tra cui Poste Italiane e Banco Bpm, per esempio), dopo la nuova norma hanno fermato le procedure di acquisto del credito per i lavori del Superbonus. «Fondamentale che si sblocchi subito la situazione» chiede Confartigianato, che ha avviato una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale. In questi giorni si susseguono gli incontri a livello nazionale per trovare una via d’uscita, c’è un impegno del Governo ad affrontare la questione in uno dei prossimi consigli dei ministri, forse già la settimana entrante.

La norma è stata varata dopo le polemiche sulle indagini che hanno scoperchiato le truffe attuate nell’ambito delle procedure del Superbonus 110 per cento, e anche per arginare la speculazione finanziaria che si è messa in moto attorno alla cessione del credito. Grandi fornitori si sono resi disponibili all’acquisto del credito a fronte di commesse rincarate però rispetto ai prezzi di listino fino al 30 o 40 per cento in più, anche oltre qualche plausibile rialzo dovuto alle difficoltà d’approvvigionamento di materie prime e componentistica. Da qui l’intervento drastico del Governo, che ha vietato la cessione multipla tra soggetti privati: ricomprendendo però anche gli istituti di credito in questo blocco, di fatto li hanno messi nella condizione di non poter più acquisire il credito, fermando l’operatività di tutto il settore.

Confartigianato (al pari di tutte le altre associazioni di categoria) è impegnata sui tavoli nazionali per raggiungere un accordo che modifichi la norma e faccia ripartire il comparto per l’ultima corsa del Superbonus 110 per cento, accompagnando l’attività con una campagna di sensibilizzazione basata sui 10 punti per cui è necessario correggere la norma. «Si sta mettendo in crisi la liquidità delle aziende e si stanno andando a colpire gli operatori che hanno interpretato sempre correttamente questo strumento, creando enormi difficoltà anche ai privati – spiega il presidente di Confartigianato della Provincia di Lodi Sabrina Baronio -. Mettere un freno alla speculazione finanziaria è corretto, perché la misura era stata pensata per sostenere l’edilizia, spingere verso l’efficienza energetica gli edifici e far ripartire l’economia, mentre invece qualche stortura sul mercato si è vista. Tuttavia, bloccare tutto in questo modo è molto pericoloso: le aziende si trovano di colpo ferme, e senza poter contare sulla liquidità garantita dalle banche, e i privati rischiano anche di più: se le banche non acquistano più il credito, come finanziano l’operazione? E nel caso di interventi già avviati ma per i quali la cessione non è stata ancora formalizzata, come faranno a pagare le imprese? Il Governo deve intervenire, e deve farlo subito perché i danni rischiano di essere enormi».

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