Saldi, in centro a Lodi è una partenza in sordina
SHOPPING Sabato il via agli sconti invernali, in vetrina esposti accessori e capi a prezzi ridotti
Il via vai era quello di un qualsiasi sabato mattina di freddo e tempo incerto. Con l’effetto ponte pre-Epifania che ha svuotato anche molti parcheggi del centro e le principali passeggiate dello shopping. Partenza in sordina per i saldi nel capoluogo, al via sabato 3 gennaio. E operatori in attesa del debutto “vero”, atteso nel prossimo fine settimana, fuori dai ritmi-sfalsati delle festività e, magari, a rientri avvenuti.
Una certezza, però, emerge da tutte le voci degli operatori del centro: la partenza così anticipata, ormai una prassi, non piace a nessuno, anche perché il freddo, complice il cambio del clima, è appena arrivato e ci si ritrova a svendere capi in alta stagione. Insomma niente a che fare con i saldi di 20 anni fa e più e non solo per la partenza. «L’inverno finora non è andato per niente bene perché si sente la mancanza di potere d’acquisto e ci si aspettava di recuperare qualcosa con i saldi, ma finora non abbiamo visto movimento - commenta Stefania di Smartly in corso Roma - : io sono a Lodi dal 1965 ed era un altro mondo, anche perché i saldi arrivavano a fine stagione, mentre ora svendiamo in piena stagione, con l’inverno che inizia ora. Dovrebbero iniziare a fine gennaio-inizio febbraio. Gli storici negozi a conduzione familiare resistono solo perché ci sono i titolari che rimangono a lavorare 12 ore al giorno, altrimenti non ci sarebbero possibilità. Io sono ottimista e non mi perdo d’animo, anche se è difficile combattere in un tempo in cui alla gente interessa meno vestirsi bene, ma più dirottare soldi verso ristoranti, viaggi e beauty farm». Opinione condivida anche da Teresa Bonomi dalle vetrine di Martino Midali, perché «la gente è più interessata ai viaggi e ai ristoranti: l’abbigliamento non interessa più come un tempo. Il potere d’acquisto a mio avviso è rimasto invariato, ma le risorse vengono dirottate altrove».
A indicare come problema l’avvio anticipato anche Sara Sangalli, dalle vetrine del negozio di abbigliamento Sparkling. «I saldi sono iniziati troppo presto, al 3 gennaio è pura follia e c’è chi è ancora in attesa della pensione - spiega Sara - : anche se iniziassero a metà mese, del resto, sarebbe troppo presto, perché siamo obbligati a svendere merce che è ancora in alta stagione, perché il giubbotto a gennaio te lo compri e noi siamo costretti a svenderlo. Avevamo già aspettative basse e questa mattina c’è stato poco movimento, soprattutto rispetto al mese che per noi è stato molto positivo del Natale». Da Luisa Viola, il via vai, come spiegano le commesse, è stato determinato «dalle clienti che già conoscono il prodotto e sono entrate per il saldo, ma vediamo che c’è anche poco movimento in generale. Se ad altri è arrivata la Tari come a me, proprio in queste ore, magari la voglia di spendere passa». Che non siano più «i saldi di una volta» è il commento di un pilastro del commercio cittadino come Angelo Tavazzi. «I negozi in generale attraversano un momento un po’ così che io definisco come “adda passà a nuttata” - commenta - : la gente ha voglia di vestirsi bene e io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e sono cautamente ottimista».
Un po’ di movimento si è visto anche in un’altra storica vetrina, come quella del negozio di abbigliamento Il Grillo di via Volturno. «Ci aspettiamo una vera partenza il prossimo fine settimana, molta gente è ancora via considerato che la scuola inizia il 7 gennaio - spiega Giada, accanto alla madre Sonia - : quest’anno è stato in calo anche il Natale, ma confidiamo di recuperare».
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