Occupazione, nel Lodigiano persi 182 metalmeccanici e 114 addetti nella chimica
LAVORO I sindacati vedono nero, crisi in crescita negli ultimi 2 anni
Molte aziende hanno la merce stoccata nei magazzini e continuano a produrre, mentre le proprietà annunciano l’avvio delle procedure di licenziamento. In altri casi le crisi sono da ricondurre a manager catapultati sul territorio da fuori, con scarsa o nulla conoscenza delle dinamiche aziendali e del mercato. Incompetenti, riferiscono gli stessi lavoratori. Poi ci sono difficoltà reali, legate a mutamenti del tessuto produttivo. Il Lodigiano, territorio da sempre munifico in fatto di industrie, sta attraversando una tempesta come non se ne vedevano da tempo. E la richiesta di un tavolo di crisi presentata dai sindacati Flai-Cgil, Filctem-Cgil e Fiom-Cgil al Prefetto di Lodi nei giorni scorsi è lì a testimoniarlo. «Facendo un’analisi con i colleghi, i segretari generali Massimiliano Preti della Fiom di Lodi ed Emanuele Caravello della Flai Lodi, dal 2024 a oggi contiamo circa 300 posti di lavoro persi tra i settori metalmeccanico, che è il più fortemente impattato, il gomma-plastica e chimico, e l’industria alimentare, ma accanto a questa analisi dev’esserne affiancata un’altra sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria e contratto di solidarietà» spiega Morwenna Di Benedetto della Filctem-Cgil.
Le aziende interessate dalla crisi nel settore metalmeccanico sono la General Ricambi di Castiglione d’Adda, dove a dicembre è stato decretato il fallimento con una lettera ai 50 dipendenti; la Ecode sempre di Castiglione dove è in essere la richiesta di cassa integrazione ordinaria per 30 dipendenti, non ancora autorizzata; la Kba di Tavazzano con Villadesco, dove dal 2011 ad oggi sono andati in fumo 166 posti di lavoro, la Condevo di Marudo, la Hallos di Casalpusterlengo e l’Artee di Graffignana.
Nell’ultimo biennio il settore ha perso in totale 182 posti di lavoro. Non va meglio il comparto chimico, nello specifico alla Biomar di Tavazzano con Villavesco e Galgagnano, alla Airpack di Ossago Lodigiano e alla Trimas di Borgio San Giovanni. A queste aziende si è aggiunta da giovedì anche l’Unilever di Casalpusterlengo. Intanto il settore nell’ultimo anno ha perso 114 posti di lavoro. Infine, nel comparto alimentare la crisi sta attraversando un’azienda, ancora, di Castiglione d’Adda. Numeri dietro ai quali ci sono persone. E che i sindacati intendono sottoporre all’attenzione del Prefetto di Lodi attraverso l’istituzione di un tavolo di crisi.
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