Mps, i grandi soci voltano le spalle a Lovaglio

RISIKO BANCARIO Sembra si vada verso l’acquisto di Montepaschi da parte di Intesa San Paolo; un’aggregazione tra Banco Bpm e Credit Agricole Italia diventerebbe così un’ipotesi molto concreta e vicina nel tempo

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Lodi

I grandi soci voltano le spalle a Lovaglio e sposano la proposta di Intesa Sanpaolo. Sembra ormai finita, tecnicamente prima ancora di cominciare, la doppia operazione di scambio lanciata da Montepaschi su Banco Bpm e Banca Generali, ideata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas ostile di Intesa Sanpaolo. Ieri il gruppo Caltagirone ha ufficializzato il suo voto contrario nell’assemblea straordinaria di Mps in calendario a fine mese per lanciare, tra l’altro, le due Ops su Banco Bpm e su Banca Generali. Il no di Caltagirone arriva dopo quelli di altri due grandi soci come il gruppo Delfin (famiglia Del Vecchio) e i Benetton. A oggi il capitale della banca contrario all’operazione sale oltre il 32 per cento, e a questi si aggiunge la contrarietà ribadita anche ieri di Credit Agricole, e dunque di Banco Bpm. Alla luce di queste decisioni, sembra possibile anche un rinvio dell’assemblea straordinaria prevista per il 29 ottobre per consentire al Cda guidato da Luigi Lovaglio di elaborare una nuova strategia di difesa. Il risiko bancario però sembra andare componendosi con l’acquisto di Mps da parte di Intesa San Paolo. A quel punto un’aggregazione tra Banco Bpm e Credit Agricole Italia diventerebbe un’ipotesi molto concreta e vicina nel tempo.

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