Lodi: la Cgil chiede il tavolo di crisi per tutelare l’occupazione
I CASI Airpack, Biomar e ora anche la Lever: emorragia di posti di lavoro
Il tessuto produttivo lodigiano depauperato dalle multinazionali. Così i sindacati Flai-Cgil, Filctem-Cgil e Fiom-Cgil ieri hanno scritto al prefetto di Lodi chiedendo l’istituzione di un tavolo di crisi industriale nel Lodigiano. «Da diversi anni il Lodigiano è interessato da un progressivo processo di desertificazione industriale. Troppe realtà produttive, spesso multinazionali, hanno scelto di insediarsi nel nostro territorio beneficiando di competenze, infrastrutture e professionalità, per poi dismettere o ridimensionare le attività, lasciando dietro di sé capannoni vuoti, filiere spezzate e centinaia di famiglie prive di occupazione e prospettiva – scrivono i sindacati di categoria, in rappresentanza di industria agroalimentare, chimici, comma plastica, tessili, manifatturiero, lavanderie e metalmeccanici, orafi, argentieri ed installazioni impianti -. Si ritiene che questa situazione non possa più essere affrontata in modo episodico o emergenziale. È necessario assumere il tema come priorità nell’agenda politica e istituzionale del territorio, avviando una riflessione strutturata sul modello di sviluppo, sulla qualità degli investimenti e sulla tutela dell’occupazione, con particolare attenzione alla creazione di lavoro stabile e di qualità».
Solo nelle ultime settimane sono balzati agli onori della cronaca il caso dell’azienda Airpack di Ossago Lodigiano dove è stata aperta una procedura di licenziamento collettivo per tutti i trenta lavoratori, quello della Biomar di Tavazzano dove la proprietà è intenzionata a chiudere e il caso degli autisti della Brt di Cornegliano, costretti a scioperare per vedere riconosciuti i loro diritti. «Per queste ragioni si chiede formalmente la possibilità di istituire un tavolo istituzionale di confronto che coinvolga le parti sociali e gli enti competenti, con l’obiettivo di elaborare progettualità concrete per il rilancio industriale del Lodigiano e per la salvaguardia e lo sviluppo dell’occupazione di qualità – concludono i sindacalisti Cgil -. Come categorie, si ribadisce la nostra piena disponibilità a partecipare e a fornire un contributo propositivo nelle sedi istituzionali attraverso un confronto strutturato in modo da poter costruire risposte efficaci e durature». (ha colaborato Laura Gozzini)
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