L’Intelligenza Artificiale dilaga, ma anche nel Lodigiano si fatica a trovare addetti specializzati
CONFARTIGIANATO Su 1.390 lavoratori necessari, 670 sono introvabili
Lettura 1 min.«Le imprese italiane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale ma non trovano le professionalità necessarie per gestirla». È quanto riferisce il Centro Studi della Confartigianato nazionale nel rapporto diffuso martedì scorso “Competenze nell’era dell’IA” nel quale emerge che nel 2025 in Italia su un fabbisogno di 621.000 lavoratori con competenze digitali avanzate, 316.000 (il 50,8%) sono risultati di difficile reperimento. La ricerca, basata sui riscontri del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (e che considera le competenze necessarie alle aziende per l’utilizzo e l’integrazione nei processi aziendali di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain), riporta i dati di tutte le province. Nel Lodigiano sul totale di 1.390 lavoratori cercati dalle imprese del territorio, gli introvabili sono risultati 670: il 48,4%, un valore percentuale inferiore a quello medio nazionale, ed anche a quello medio lombardo (50,2%), addirittura tra i più bassi sia in Italia che in regione, ma che nella sostanza, punto in più o in meno, conferma una difficoltà diffusa da Nord a Sud: un lavoratore su due non si trova.
In tutta Lombardia (prima regione per numero assoluto di lavoratori con competenze digitali avanzate che le imprese faticano a trovare) la richiesta ha riguardato 121.440 lavoratori, gli introvabili sono risultati 60.960. Questo il dettaglio sulle province con riferimento alle percentuali di lavoratori risultati di difficile reperimento: Bergamo 56,7%, Brescia 56,6%, Como 50,5%, Cremona 54,0%, Lecco 52,4%, Lodi 48,4%, Mantova 58,6%, Milano 46,4%, Monza Brianza 57,2%, Pavia 45,2%, Sondrio 55,6%, Varese 52,1%.
Dopo la Lombardia nella graduatoria composta per valori assoluti figurano la Campania (31.130 figure difficili da reperire su 66.950, il 46,5%), il Lazio (30.780 su 66.760, il 46,1%), l’Emilia-Romagna (25.640 su 45.700, il 56,1%), la Sicilia (22.440 su 51.230, il 43,8%), la Puglia (21.120 su 46.320, il 45,6%), la Toscana (19.390 su 33.600, il 57,7%), il Piemonte (16.870 su 31.420, il 53,7%), il Trentino Alto Adige (10.960 su 18.000, il 60,9%) e la Calabria (8.270 su 17.370, il 47,6%).
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