La “Dottor Balanzone” di Lodi premiata tra le birre dell’anno 2021
La premiazione dei titolari del birrificio di Lodi al Cibus di Parma

La “Dottor Balanzone” di Lodi premiata tra le birre dell’anno 2021

Al birrificio artigianale “The Brave” il nastro d’argento 2021 del Cibus

La birra lodigiana Dottor Balanzone del birrificio artigianale The Brave è nastro d’argento 2021. Al Cibus di Parma, la birra prodotta in riva all’Adda ha ottenuto il riconoscimento nella categoria birre scure ad alta fermentazione e alta gradazione alcolica nel concorso “Birra dell’Anno 2021” promosso da UnionBirrai, con oltre 200 birrifici e 1599 birre in gara, giudicate da 60 giudici. Lo stesso riconoscimento era già arrivato nel 2017. Per la società lodigiana, socia Confartigianato Imprese di Lodi, è la testimonianza di un lavoro di qualità costante nel tempo fin dall’avvio dell’attività, avvenuto nel 2016, e che oggi si dimostra nella voglia di innovazione del processo, con l’introduzione della nuova produzione in lattina.

Dottor Balanzone è una birra in stile Belgian dark strong ale, che rispecchia la tradizione delle birre belghe ambrate, molto alcoliche e complesse. «Non è la nostra birra di punta in termini di volumi, ma sicuramente in termini qualitativi ci regala grandi soddisfazioni – spiega il titolare di The Brave Massimo Rossi -. Il mercato fa le sue scelte, ed è giusto assecondarle in termini commerciali, ma a noi piace anche ripercorrere le orme di birre che vengono prodotte da 500 anni». La Dottor Balanzone è prodotta nel piccolo stabilimento tra viale Bologna e viale Genova alla Martinetta, dove lavorano 4 persone.

Una realtà ancora tutta artigianale, consorella dell’altra società di famiglia, che si occupa invece della somministrazione, il Senso Unico di Soltarico a Cavenago d’Adda. Una piccola realtà produttiva dove si fa tutto, dalla macinazione dell’orzo all’imbottigliamento. «La pandemia ha colpito duro, anche perché il birrificio è stato considerato al pari degli alimentari, quindi senza ristori – dice Massimo Rossi -. Ovviamente però i nostri clienti erano tutti chiusi. È stato complicato ma non ci siamo persi d’animo, abbiamo attivato un canale e-commerce da affiancare allo spaccio e abbiamo introdotto nuovi macchinari per imballare la birra in lattina». Finora la produzione è di lattine da 0,40, la classica pinta da pub, ma in teoria si potrà imballare anche nel formato da 0,33 per la grande distribuzione.

«È possibile che in futuro avvicineremo anche questo mercato con una produzione dedicata – conclude Rossi -. La scelta delle lattine, nonostante gli appassionati amino ancora le bottiglie, deriva dal fatto che il mercato viaggia in questa direzione, sia per questioni commerciali ed economiche, sia ambientali, per la maggior facilità di riciclo e di trasporto. La direzione è questa, e noi ci siamo già».


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