La crisi dell’autotrasporto nel Lodigiano, meno 28,8% in dieci anni
TIR IN AFFANNO Il settore ha subito un forte ridimensionamento
Nel Lodigiano in dieci anni, dal 2015 al 2025, il settore dell’autotrasporto ha perso 83 imprese: erano 288, ora sono 205 (-28,8%). Il dato è contenuto nel rapporto della Cgia di Mestre “Autotrasporto in difficoltà: costi alle stelle, Tir in affanno” nel quale si evidenzia come l’aumento dei costi del gasolio per autotrazione e dei pedaggi autostradali, le normative sempre più complesse che regolano il settore, la concorrenza dei vettori dell’Est europeo, la carenza di nuovo personale qualificato e le difficoltà nel ricevere pagamenti regolari da parte dei committenti rappresentino fattori che stanno mettendo a rischio la tenuta finanziaria di molte imprese italiane, tanto che nel decennio preso in considerazione lo stock complessivo delle attive è diminuito a livello nazionale di 19.241 unità: da 86.590 a 67.349 (-22,2%).
In Lombardia, sempre tra il 2025 e il 2025, la perdita è stata di 3.141 imprese: da 13.334 a 10.193 (-23,6%). In valori percentuali le diminuzioni più rilevanti sono state registrate nelle province di Varese (-34,0%), Lecco (-32,6%), Lodi (-28,8%), Sondrio (-27,5%), Milano (-25,5%), Monza Brianza (-25,0%), Pavia (-24,5%), Bergamo (-24,2%) e Mantova (-22,4%); seguono, sotto quota 20%, quelle di Como (-18,0%), Cremona (-17,1%) e Brescia (-14,4%). A livello nazionale i valori più alti sono stati riscontrati ad Imperia (-40,2%), Roma (-39,4%) e Ancona (-39,3%), mentre soltanto in tre province il numero delle imprese è risultato in aumento: Bolzano (+35,7%), Palermo (+12,9%) e Caserta (+5,2%). Nella valutazione del quadro complessivo, annota la Cgia, va considerato il fatto che il ridimensionamento del settore «è ascrivibile anche all’elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari». Un fatto che, stante le difficoltà generali, è giudicato «non del tutto negativo», poiché «la dimensione media delle imprese è aumentata e, conseguentemente, è cresciuto il livello di produttività dell’intero sistema logistico».n
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