Il virus non ha fermato l’agricoltura, ma sono 150 le richieste di “cassa”
La pandemia non ha fermato l’attività agricola

Il virus non ha fermato l’agricoltura, ma sono 150 le richieste di “cassa”

Lo rende noto l’Inps nel chiarire il caso del mungitore Marco Pavesi

Sono più di 150 le richieste di cassa integrazione agricola (Cisoa) pervenute alla sede Inps di Lodi, 136 delle quali già istruite, deliberate e accolte, in pagamento a inizio settembre. Le altre 16 domande, pervenute dopo il 20 luglio, sono state istruite ma ancora non deliberate. Lo fa sapere la direzione dell’Inps di Lodi dopo il caso del mungitore di Cascina Coste di Mezzo Marco Pavesi, che aveva raccontato la sua storia a “il Cittadino”.

Il settore agricolo non si è mai fermato durante il periodo di emergenza sanitaria da coronavirus, ma diverse aziende agricole hanno chiesto comunque l’accesso agli ammortizzatori sociali, spesso utilizzati in misura parziale. Secondo informazioni raccolte presso le associazioni di categoria, sono più di 50 le imprese agricole che hanno richiesto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, per un totale di 152 come reso noto quindi dalla sede territoriale dell’Inps. Molte aziende vi hanno fatto ricorso (come nel caso dell’azienda Croce che gestisce Cascina Coste di Mezzo tra Casale e San Martino Pizzolano dove lavora Marco Pavesi) per alternare il lavoro dei dipendenti, ed evitare che un eventuale caso di positività bloccasse l’intera attività aziendale. Rispetto alle 136 domande già autorizzate, Inps fa sapere che «i pagamenti potranno essere accreditati a seguito dell’acquisizione di tutti i modelli (relativi alle deliberazioni, ndr), nel frattempo si stanno sollecitando le aziende a far pervenire quanto necessario affinché si possano effettuare tutti i pagamenti entro i primi giorni del prossimo mese di settembre».

Quanto al caso del mungitore Marco Pavesi, che aveva lamentato come per mesi non si fosse più saputo nulla dei pagamenti della cassa integrazione nonostante alcuni contatti diretti con Inps di Lodi, la direzione puntualizza come vi sia stato un unico inconveniente nel primo contatto il 2 luglio quando il mungitore chiedeva informazioni sulla disoccupazione agricola e non sulla Cisoa, comunicazione a cui Inps rispondeva ovviamente di non aver rilevato alcuna disoccupazione agricola a suo nome e chiedendo di produrne i documenti. «L’incomprensione sul tipo di prestazione assistenziale, di cui si chiedeva conto, è stata in seguito risolta con i successivi contatti in quanto la Sede di Lodi, nel rispondere il 14 luglio informava il signor Pavesi che l’azienda agricola Croce Sergio aveva presentato 3 domande di Cisoa relative al periodo dal 02 marzo al 31 maggio (di cui l’ultima il 22 giugno) e che le stesse risultavano istruite e sarebbero state definite entro la settimana successiva ai fini autorizzativi». Con l’ultimo contatto a inizio agosto si informava poi il lavoratore «che le domande di cassa integrazione agricola riferite all’azienda del suo datore di lavoro erano in fase definizione in quanto i modelli di pagamento sarebbero stati elaborati entro la fine del mese di agosto – conclude Inps -. Si conferma quanto comunicato al signor Pavesi in merito all’accreditamento delle spettanze entro il mese corrente».n


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