Il Lodigiano ancora a secco
«nonostante le ultime piogge»

CRISI IDRICA Il presidente del Consorzio Muzza: «La situazione idrica è critica»

Possibile crisi idrica anche sul territorio del Lodigiano, le piogge di questi giorni non aiutano a mettere fieno, o meglio acqua in cascina in vista della stagione irrigua estiva. A dirlo è il presidente del Consorzio Muzza Ettore Grecchi, che spiega come la situazione a livello di approvvigionamenti di acqua, per l’irrigazione dei campi del territorio sia al momento tutt’altro che rosea. «La pioggia di queste giornate è poca cosa, sono caduti infatti intorno ai 10, 15 millimetri - dice Grecchi -. Questo, unito al fatto che gli afflussi che arrivano in Adda dal lago di Como, dipendenti dalle scorte nevose, sono circa 66% in meno rispetto alla media del periodo, ci fa dire che siamo quasi ai livelli del 2022, anno di una difficoltà estrema dal punto di vista della carenza idrica». Il 2026 si paventa quindi come un anno complicato: «Anche se adesso si sta cercando di mantenere gli afflussi al lago di Como superiori alle uscite, per cercare appunto di implementare la riserva idrica, il lago è comunque sui più 69 centimetri sopra lo zero idrometrico, cifra non sufficiente per stare sicuri». L’attuale situazione idrometeorologica non consente perciò di dare inizio alla normale derivazione idrica stagionale al servizio dell’esercizio irriguo, imponendo la forzata scelta di ritardare il più possibile la derivazione al fine di preservare una pur minima disponibilità idrica per la fase centrale della stagione produttiva. Grecchi invita però a non farsi prendere da inutili allarmismi «anche perché potrebbero venirci in soccorso i temporali estivi che vanno a rimpinguare il lago di Como, oppure i bacini alpini, che possono versare dell’acqua che nel frattempo hanno accumulato per lo sciogliersi delle nevi in alta quota». Uno scenario che quindi non può mutare solo grazie ai pochi, ininfluenti millimetri di pioggia di questi giorni, «fattore che di certo non incrementa i canali irrigui, i quali traggono il loro approvvigionamento quasi esclusivamente dal lago di Como».

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