È allarme caldo anche per la vite
«Piante giovani in sofferenza»
SAN COLOMBANO La crescita si è praticamente fermata: serve la pioggia
Lettura 1 min.Allarme caldo anche per la vite in collina a San Colombano. La stagione vitivinicola è proseguita finora senza gravi malattie e senza problemi dovuti a eventi meteo estremi, tromba d’aria o grandine, che pure hanno colpito in altre aree del Lodigiano, ma oggi il gran caldo e la siccità cominciano a preoccupare, con molte viti giovani in sofferenza, mentre i sistemi di irrigazione goccia a goccia per aiutare i vigneti sono del tutto insufficienti a garantire una maturazione efficace nei tempi corretti.
«La stagione finora è stata più che buona rispetto alle patologie della vite, ma il problema di questo ultimo mese è il gran caldo e la siccità, che stanno mandando in sofferenza molte piante, soprattutto quelle più giovani – spiega il presidente del Consorzio San Colombano Doc Diego Bassi -. Per ora non siamo a livelli da allerta rossa, ma certo l’assenza di acqua si fa sentire. In termini di maturazione c’era un anticipo di una decina di giorni nelle prime fasi di sviluppo, ma ora la crescita si è praticamente fermata, e tutto quell’anticipo è stato perso. Poco male, a patto però che possa arrivare un po’ di pioggia o qualche temporale, sempre senza eccessi». Temporali e pioggia che per il momento non si vedono in collina. Anche le nuvole in cielo venerdì e sabato alla fine non hanno scaricato quasi niente a terra, e le coltivazioni ne risentono.
Di questo passo, la quantità sarà sicuramente inferiore al recente passato, e si spera in un clima più adatto tra fine luglio ed agosto per preservare la qualità. In particolare, risultano negative per le viti soprattutto le cosiddette notti tropicali, quando le temperature rimangono elevate anche di notte, perché lo stress termico danneggia l’apporto di zuccheri e l’acidità. I sistemi di irrigazione non aiutano.
«Le viti più giovane sono ingiallite, e i grappoli non crescono, soprattutto per i vigneti in piena esposizione – conclude Diego Bassi -. I sistemi di irrigazione goccia a goccia risultano solo un palliativo in queste condizioni, meglio di niente, ma non in grado di supportare la vite per lunghi periodi nella sua crescita. Siamo sempre esposti alle condizioni meteo, non ci resta che sperare in un po’ di pioggia e un clima più adeguato».
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