Dopo 50 anni di lavoro in stalla va in pensione Filippo Boffelli

AGRICOLTURA L’imprenditore agricolo a Cascina Porta di Triulza, storico allevatore e attivista del mondo agricolo, ha ceduto le quote della società

Dopo 50 anni di lavoro in stalla e con gli animali, a fine dicembre si è tolto i panni dell’allevatore, anche se l’anima rimane sempre quella. Filippo Boffelli, storico allevatore e attivista del mondo agricolo, divulgatore e scrittore, imprenditore agricolo a Cascina Porta di Triulza a Codogno, ha appeso gli stivali al chiodo. Boffelli ha venduto le sue quote della società agli altri due soci, che continuano l’attività agricola e zootecnica (170 vacche in lattazione) di Cascina Porta, nel cui complesso peraltro lui stesso vive. Fu il nonno di Filippo a entrare in Cascina Porta nel 1947. Il complesso era proprietà del Pio Albergo Triulzo, come tutto, una volta, a Triulza di Codogno.

Negli anni l’intero patrimonio è stato venduto dall’ente, tranne Cascina Porta, che ancora oggi è di proprietà dell’istituzione milanese. «Ho cominciato a lavorare in azienda al pomeriggio, quando non c’era scuola, che avevo 10 o 11 anni, negli anni Settanta – racconta Filippo Boffelli -. Allora avevamo anche l’allevamento di maiali e di galline. Poi da ragazzo ho cominciato a fare sul serio. Saranno almeno 40 anni che lavoro in stalla, ci sono sempre stato, tutti i giorni. Credo di avere fatto la mia parte, e ora mi prendo un po’ di riposo». Una scelta maturata lentamente, nel tempo, e diventata sempre più forte dopo il Covid.

«Nel 2022 mio fratello è andato in pensione, e sono entrati due nuovi soci giovani, mentre il Pio Albergo Trivulzio ci aveva fatto un nuovo contratto di affitto di tre anni – spiega Filippo Boffelli -. Io da un po’ meditavo di lasciare, ho due figlie adulte che hanno la loro vita. Quest’anno c’era da discutere un nuovo rinnovo d’affitto, e l’azienda ha bisogno di qualche investimento per restare al passo con i tempi. Il 2025 è stato un anno buono per il prezzo del latte, a me manca un anno alla pensione. C’erano insomma tutte le condizioni per lasciare, così ho parlato con i miei soci giovani, alla fine abbiamo trovato un accordo, e sono uscito. Fare l’allevatore oggi è sempre più complesso». Ma non c’è timore che resti fermo. «Diversi amici mi hanno già chiesto di lavorare con loro, non escludo che lo farò in futuro, ma adesso voglio riposare e fare un po’ di cose per me – conclude Filippo Boffelli -. Mi prendo un anno sabbatico, anche se continuerò sicuramente a portare in giro le iniziative di sensibilizzazione e promozione dell’agricoltura e del latte lodigiano e italiano 100 per cento. Per il resto, sto scrivendo un nuovo libro, autobiografico. E mi godrò un po’ di concerti».

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