DEMOGRAFIA L’invecchiamento pesa sul lavoro

Il tasso di occupazione è buono anche perché la fascia 15-64 anni si assottiglia

Ieri la Cgil metteva in guardia il sistema produttivo: nonostante la buona notizia di un aumento generale dell’occupazione a livello nazionale, ci sono secondo il sindacato alcuni dati allarmanti, come un tasso di occupazione che è ancora il più basso dell’Unione Europea (61,6%), la tendenza all’aumento di contratti precari (di cui si è parlato più volte anche sul Cittadino), e infine la questione demografica: alla crescita del tasso di occupazione, infatti, secondo Cgil ha contribuito non solo l’aumento degli occupati, ma anche il contestuale e drastico calo della popolazione in età da lavoro, che in Italia è diminuita di 1,7 milioni in 15 anni.

La situazione nel Lodigiano

Vediamo quindi se questi campanelli d’allarme suonano anche per il Lodigiano.

Negli ultimi 20 anni, il tasso di occupazione nel Lodigiano è stato abbastanza altalenante: il picco più basso si è avuto tra 2011 e 2022, con tassi del 61,6 e 61,2 per cento, mentre paradossalmente l’anno con il dato migliore è quello della crisi del 2008, quando il Lodigiano ha visto un 69,6 per cento di occupati. Anche la pandemia non ha causato, su questo fronte, elementi di criticità: si è passati infatti dal 65,5 per cento del ’19 al 65,8 del 2020, per poi salire al 68 per cento del ’21 e consolidarsi al 67,7 per cento dell’anno scorso.

Demografia

Nel frattempo, come è cambiata però la composizione della popolazione lodigiana? Negli ultimi vent’anni, la popolazione residente nel Lodigiano è aumentata dell’11, 3 per cento - da 204mila 275 del 2004 a 227mila e 495 del 2023 -, mentre la popolazione in età lavorativa (l’Istat si considera la fascia tra i 15 e i 64 anni) è cresciuta soltanto del 4,3 per cento, passando da 140mila 223 a 146mila 227. Anche nel Lodigiano, quindi, la popolazione invecchia e le persone in età da lavoro, in proporzione, diminuiscono. La struttura della popolazione, infatti, vedeva nel 2004 il 68,3 per cento della popolazione in età lavorativa (contro un 13,3 di under 14 e un 18,2 di over 65), mentre nel 2023 l’Istat parla di un 64,3 di possibili lavoratori, un 13,2 di giovanissimi e un 22,4 di anziani.

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