Corte Palasio, dall’ingegno della Simaco la lampada che “uccide” il virus
La lampada anticovid della Simaco

Corte Palasio, dall’ingegno della Simaco la lampada che “uccide” il virus

Il prodotto garantisce con gli ultravioletti e con un software apposito la sanificazione degli ambienti

Diversificare e inventare nuove produzioni cogliendo le opportunità, Simaco Elettromeccanica di Corte Palasio inventa una lampada anti-Covid. L’azienda, da 60 anni punto di riferimento nel settore delle elettropompe e dei sistemi per la movimentazione dei fluidi, prova così a dare un contributo alla lotta anti-coronavirus e si apre un nuovo segmento di mercato nella sanificazione degli ambienti.

L’invenzione

Da luglio a ottobre è stata ideata, progettata e costruita nello stabilimento di Corte Palasio la nuova lampada a ultravioletti di Simaco, realizzata con il contributo di due partner: è già in prova ad alcuni clienti e sarà commercializzata pienamente a partire dal prossimo mese. La registrazione del marchio è in corso, mentre nel Laboratorio di Virologia Molecolare del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Statale di Milano si stanno eseguendo i test per validarne l’efficacia contro il Covid-19.

Gli ultravioletti

La tecnologia Uv -C per la sanificazione da virus o batteri è nota da 70 anni, ma ancora a luglio, l’Istituto Superiore di Sanità lanciava un’allerta sull’inefficacia di taluni prodotti, commercializzati soprattutto online. «Intanto la larghezza di banda nella quale opera la nostra lampada è quella che esercita la maggiore efficacia a inibire la capacità di riproduzione del Dna del virus, ma questo non basta – spiega Luca Guercilena, export manager di Simaco -. Infatti, perché la luce abbia effetto su tutte le superfici e l’aria è necessario che ci sia un corretto dimensionamento rispetto alla volumetria dell’ambiente e soprattutto che siano calcolati i tempi giusti per eseguire la sanificazione. Noi forniamo la lampada a raggi ultravioletti ma abbiamo sviluppato anche un software in grado di calcolare con precisione i tempi necessari, partendo dalle dimensioni degli ambienti, oppure per dimensionare la lampada, in funzione delle volumetrie. Grazie a questa combinazione possiamo garantire la piena sanificazione degli ambienti».

Come funziona

I raggi ultravioletti sono nocivi per l’uomo (in esposizione diretta), e per questo la lampada ha due luci blu ad indicarne l’attivazione e un sensore di presenza incorporato, che ferma l’emissione e la riattiva una volta lasciato il locale.

Il prodotto ha già riscosso grande interesse tra i fabbricanti di ascensori, ma si rivolge a un pubblico molto più ampio potendo adattarsi a stanze, uffici e a tutti gli ambienti chiusi. Diversi sono i vantaggi rispetto ad altre applicazioni analoghe: «Non richiede aereazione di locali, non rilascia ozono e non deposita film o pellicole sui materiali, non corrode circuiti elettronici né lascia odori» conclude Luca Guercilena.

Made in Italy

Simaco porterà la lampada, interamente made in Italy e prodotta a Corte Palasio, anche sui mercati esteri. Con 25 addetti circa, l’azienda lodigiana già nel suo core business sviluppa oltre il 75 per cento di fatturato con l’export. Ora si apre una nuova strada.


© RIPRODUZIONE RISERVATA