Coldiretti, una nuova casa per le sfide future
LODI L’associazione inaugura la sede rinnovata in via Haussman alla presenza del vescovo e delle autorità
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Per continuare a custodire al meglio «un patrimonio importante di tradizioni», da affidare poi alle generazioni future. In un contesto segnato da sfide complesse, dai primi effetti del cambiamento climatico alle tensioni internazionali con riflessi su mercati e aumenti dei prezzi, in particolare sul fronte energia e carburanti. Coldiretti ha una nuova “casa” nel capoluogo per rispondere con sempre maggiore efficacia alle sfide di oggi e di domani. Ieri pomeriggio, il taglio del nastro dei locali in via Haussmann: ambienti riqualificati ex novo, dislocati tra secondo e terzo piano, per accogliere soci e collaboratori in ambienti ripensati, funzionali ed efficienti. Ad aprire la cerimonia - alla presenza di numerose autorità locali - il direttore Umberto Bertolasi, che ha chiarito subito come la vera ricchezza delle associazioni siano le persone, ma avere «una casa ospitale» resti cruciale. Un passo, come ha aggiunto il presidente di Coldiretti Milano, Lodi e Monza Brianza Alessandro Rota, «fortemente voluto dal cda: aver piantato una bandiera fissa acquistando una sede è il frutto del lavoro di tutta la base associativa. La casa deve essere bella per poter affrontare le sfide del futuro. Nelle nostre cascine custodiamo un patrimonio di tradizioni: oggi, in un mondo di confusione sociale, non abbiamo solo il compito di creare ricchezza, ma di far crescere le nuove generazioni in un posto sano. Un corpo intermedio come Coldiretti serve a questo: anticipare le problematiche ai tavoli istituzionali per evitare i danni». E Rota ha ricordato in questo il lavoro condiviso con le istituzioni sui costi di produzione e sui cambiamenti climatici. Un concetto, quello del “corpo intermedio”, ripreso dal prefetto Davide Garra. «Fa pensare a un organismo, al fatto che tutti insieme facciamo parte di una provincia e di una comunità. Questa sede non è solo una serie di scrivanie, ma un luogo di incontro dove si dialoga e ci si stringe la mano, testimoniando il ruolo fondamentale di un’associazione di categoria, come dimostra anche il nostro recente lavoro di rete contro il lavoro nero nel settore». «È tanto importante dare una casa accogliente alle nostre realtà e fare in modo che sia accogliente - ha affermato il sindaco di Lodi, Andrea Furegato - : il mondo agricolo è l’elemento più tradizionale e fondativo del nostro territorio provinciale, con tradizioni antiche ma anche vere e proprie eccellenze innovative, capaci di visioni lungimiranti che devono affrontare cambiamenti dirompenti, come il clima o la transizione energetica. Siamo orgogliosi come lodigiani di avere questo patrimonio e di aver imprenditori che ogni giorno tutelano il nostro paesaggio». Presente anche la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi, che ha sottolineato il valore della funzione «dell’agricoltura, che oltre a darci da mangiare rende bello il nostro paesaggio e che è la storia del nostro territorio. Avere un’organizzazione che cresce e investe è un segnale positivo». Per il consigliere provinciale Angelo Madonini, Coldiretti si conferma un baluardo. «Oggi viviamo un momento problematico, tra fibrillazioni internazionali e costi energetici, ma questa inaugurazione testimonia il vostro impegno attuale per la difesa del settore agricolo e dei consumatori: la vostra funzione di sindacato di settore è innegabile».
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del vescovo monsignor Maurizio Malvestiti. «Coltivando la terra si esprime paternità e maternità, perché ci si sente famiglia con i frutti che possiamo condividere» ha ricordato il pastore della diocesi, che ha sottolineato la grande sintonia tra il Sinodo della Chiesa laudense e Coldiretti.
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