«Bcc, serve un punto d’equilibrio»
A Verona la due giorni con numerosi esponenti del mondo bancario lodigiano
Lettura 2 min.In un mondo bancario «polarizzato» le banche di credito cooperativo continuano a mantenere saldo il legame con i territori, ma il sistema è chiamato a trovare un «punto di equilibrio» tra i singoli istituti di credito e i grandi gruppi cooperativi che oggi li controllano, Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca, creati una decina di anni nell’ambito dell’autoriforma delle Bcc spinta al governo Renzi. È la tesi sostenuta con forza a Verona dal presidente della Federazione lombarda delle banche di credito cooperativo Alessandro Azzi, in una due giorni - sabato e domenica - che ha accesso i riflettori del mondo bancario nazionale sulle Bcc. Tanti i presidenti, i consiglieri di amministrazione e i direttori presenti a Verona, tra gli altri, per il Lodigiano, i vertici di Bcc Centropadana (con il presidente Angelo Boni e il dg Luca Barni), Bcc Lodi (con la vicepresidente Cinzia Ceccardi e il vice direttore Giuseppe Giroletti) e Bcc Caravaggio e Cremasco.
Azzi, nel suo discorso finale, sabato mattina, al Teatro lirico, è partito dalla visione di «un mondo bancario polarizzato, nel quale le Bcc rispondono alle esigenze delle comunità e le altre banche che hanno come obiettivo generale quello di realizzare il maggior profitto per garantire maggiori dividendi agli azionisti che stanno in giro per il mondo». Parole simili - per inciso - erano state usate, pochi giorni fa, a Varese, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: una vicinanza d’intenti che Azzi non ha mancato di sottolineare.
Poi uno dei passaggi più attesi, quello relativo al rapporto tra le singole Bcc e le capogruppo. Nessuna “guerra” sotterranea ma Azzi, per conto dei singoli istituti bancari, alcuni nati davvero all’ombra dei campanili oltre un secolo fa, ha parlato di una «dialettica inevitabile e sana» mettendo in luce come vadano gestite le esigenze di Iccrea e Cassa Centrale, che devono rispondere direttamente alla Bce, ma anche quelle delle singole banche sottostanti, che devono rendere conto sui territori. «Le Bcc evidentemente hanno un altro ambito operativo - le parole di Azzi - e devono dare risposte alla comunità. Evidentemente - ha aggiunto - le Federazioni, come portavoce delle esigenze delle Bcc, cercano di porre istanze comuni nei confronti delle capogruppo». E dunque, questo il concetto fondamentale, «bisogna trovare un equilibrio». Che il tema dell’equilibrio tra capogruppo e singole banche sottostanti sia centrale oggi nel dibattito interno al credito cooperativo lo si è notato anche dalla scelta del direttore generale di Iccrea Banca, Mauro Pastore, di non sottrarsi al dibattito. E dunque, sabato mattina, a Verona, il manager ha chiarito come «in questi anni il gruppo si è progressivamente arricchito dal confronto» e ha precisato che «c’è sempre qualcosa che può sfuggire o che merita di essere rivisto; penso sia difficile che qualcosa possa andare bene per tutte le nostre banche, c’è sempre qualcosa che può essere aggiustato». Parole diplomatiche, certamente, ma che segnalano come la principale capogruppo del credito cooperativo non intenda sottrarsi al confronto interno, che è una realtà perché occorre equilibrare le esigenze - decisamente ferree - della vigilanza europea con la legittima autonomia delle singole Bcc.
La due giorni di Verona, dal titolo “La cooperazione di credito cooperativo tra persona e algoritmo, dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas” ha messo al centro il dibattito sull’intelligenza artificiale. Tra gli intervenuti, a vario, titolo, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi e il docente di economia dell’Università Cattolica Fabio Antoldi, che da anni collabora con «il Cittadino» per gli speciali economici.
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