A Lodi l’evento “La mappa del mattone”: «Sulle nuove sfide pesano costi e carenza di personale» - I VIDEO

Immobiliare Il dossier de «il Cittadino» con Confartigianato, Bcc Lodi e Assimpredil Ance

Lodi

Un settore ancora trainante, ma sempre più esposto a variabili strutturali: fine degli incentivi, accesso al credito, caro materiali e trasformazione della domanda abitativa. È questo il quadro emerso nella sede di Confartigianato Imprese della Provincia di Lodi, durante la presentazione in anteprima del dossier “La mappa del mattone nel Lodigiano e nel Sudmilano”, in uscita il 10 aprile.

. Video di Lorenzo RinaldiViaggio nel cantiere dell'ex Linificio di Lodi

Un confronto serrato tra istituzioni, associazioni, sistema bancario e operatori ha restituito una fotografia tecnica e senza concessioni: il comparto costruzioni resta una leva economica strategica, ma entra in una fase più complessa, in cui crescita e sostenibilità dipenderanno da capacità di adattamento e visione industriale. Nel cuore del dibattito, a scandire visivamente il cambio di paradigma, è stato il video, realizzato da Il Cittadino, dedicato alla riqualificazione dell’ex Linificio: una case history concreta, proiettata durante l’incontro, che ha sintetizzato in modo efficace il passaggio da espansione edilizia a rigenerazione urbana. A Lodi procede infatti uno dei cantieri più significativi degli ultimi anni. L’ex Linificio, grazie a un finanziamento Pnrr di circa 18 milioni di euro (a cui si aggiungono 7 milioni recuperati dal Comune di Lodi), è in fase avanzata di trasformazione in un nuovo polo culturale: museo civico, spazi espositivi, aree per eventi e un archivio storico completamente rinnovato. Il progetto punta a restituire funzione e identità a un’area strategica, creando un centro di aggregazione capace di attrarre flussi culturali e generare ricadute economiche.

A sottolineare ulteriormente il cambio di paradigma è stata Sabrina Baronio, presidente di Confartigianato Imprese della Provincia di Lodi: «Il mercato cresce: 4mila compravendite nel 2025, ma oggi conta più la qualità degli interventi che la quantità. E questo è ottimo a dire il vero». La prospettiva è chiara: il futuro non è nella nuova edificazione, ma nella riqualificazione. «Oltre il 40 per cento del patrimonio della provincia lodigiana è antecedente al 1980: un dato che può sembrare critico, ma rappresenta una grande opportunità economica e industriale». Baronio sottolinea anche il ruolo delle imprese: «Hanno dimostrato di essere all’altezza, investendo in innovazione e capitale umano. Oggi quasi il 50 per cento è coinvolto in processi innovativi. Ma serve stabilità normativa: senza certezze, gli investimenti si fermano».

Più critico il quadro tracciato da Nicola Sverzellati, coordinatore zona Lodi di Assimpredil Ance: «Il problema principale resta il personale: il capitale umano non basta mai. E formarlo richiede 4-5 anni, mentre bonus e Pnrr hanno avuto durata molto più breve». A pesare è anche il contesto economico: «Il caro materiali ci ha colti impreparati. Il solo aumento del gasolio ha fatto crescere i costi di asfaltatura del 25 per cento. Le imprese sono in difficoltà e non esistono alternative immediate».

Sul fronte finanziario, Fabrizio Periti, direttore generale di Bcc Lodi, sposta l’attenzione su credito e macro-tendenze: «Le banche non sono più semplici finanziatori: entrano nella fase di progettazione e selezionano i progetti in base alla sostenibilità economica e industriale». Il mercato immobiliare locale, secondo Periti, è anche leva di marketing territoriale: «Parlare di mattone a Lodi significa parlare del territorio stesso». I driver emergenti sono chiari, a partire dall’efficienza energetica e dalla finanza immobiliare: «Case autosufficienti saranno sempre più centrali, anche alla luce dei rischi energetici globali. Per non parlare dell’ingresso di fondi e grandi capitali, con piani da 10 miliardi per 100mila abitazioni: cambierà il mercato».

Il direttore generale parla anche di nuovi segmenti: «Studentati e affitti brevi rappresentano opportunità concrete, anche per Lodi, che deve ancora sviluppare queste direttrici». Dal lato del mercato immobiliare, Flavio Bassanini, vicepresidente vicario di Fimaa Milano Lodi Monza Brianza, evidenzia uno squilibrio crescente: «Milano è bloccata sul nuovo, e questo spinge la domanda verso territori limitrofi come Lodi. Il risultato è una dinamica chiara: domanda in aumento, offerta limitata e prezzi in crescita».

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