«Viaggiare è bello, ma poi bisogna tornare» VIDEO
IL FUME DEI LIBRI Andrea Maietti elogia i giovani e presenta il suo libro “Oh, Valpadana!”, Bolis edizioni in piarda Ferrari
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L’Adda, oggi, ha un buon odore. Lo stesso descritto da Andrea Maietti, nel libro Oh, Val Padana!.
. Video di Alexandru PloiesteanuFiume dei libri, Andrea Maietti presenta “Oh, Valpadana!”
Il pubblico della piarda Ferrari, arrivato per partecipare alla presentazione della sua raccolta di “racconti per una sera”, pubblicata da Bolis edizioni, è quello dei giorni di festa.
Applaude con vigore al professor Andrea Maietti che risponde alle domande della giovane Antea Bonvicini, all’interno della rassegna “Il fiume dei libri” e lo fa per aneddoti, conquistando da subito il folto pubblico.
Ci sono i fan della sua scrittura, quelli che leggono i libri e seguono la rubrica sul Cittadino, i giovani e gli ex allievi del liceo Gandini che lo hanno amato tanto: sapeva appassionare alla letteratura inglese, scendendo dalla cattedra.
Cita Hemingway, maestro di una scrittura essenziale, ma anche i poeti Tomaso Keminy, Biagio Marin, Shakespeare, Gianni Brera, e tanti altri: «Prima di Hemingway - ricorda Maietti - si scriveva: “Una pioggerellina cade fitta fitta”. La sua sintesi, invece, era: “Ieri pioveva”». La moderatrice porta il professore a parlare dei suoi temi, primo fra tutti la nostalgia.
«Orazio - spiega lo scrittore -, a differenza di altri grandi poeti latini, diceva: ”Ma cosa andate a cercare voi giovani, girando di qua e di là, dovete andare ad Ulubre”, un paesino come la mia Costaverde. Lui si ritirava lì, stava sotto la pergola a parlare con gli amici, si dilettava, beveva un vino che potrebbe essere la nostra Bonarda ed era felice. Aveva viaggiato, ma dopo aver viaggiato, come Pavese, aveva capito che bisogna ritornare: un paese ci vuole, diceva, perché è qualcosa che ti aspetta».
I giovani vanno, «i miei nipoti lo fanno. Io imparo tanto da loro. Qualche giorno fa ho incontrato due ragazzi in biblioteca: «Ho chiesto loro se non avessero paura della guerra: “Certo - ha detto uno a nome di entrambi -, ma ho capito che posso fare una cosa sola, studiare: così ho un’arma in più per affrontare quello che avverrà”».
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